Comune Catanzaro, il day after il voto sul bilancio: il punto su Giunta e spaccature a destra e sinistra

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  17 marzo 2026 20:28

E' l'ennesimo day after al Comune di Catanzaro. Questa volta avrà un effetto un po' più prolungato delle puntate precedenti. Infatti, da ieri, è ufficiale che il sindaco Fiorita completerà il suo mandato e si arriverà a scadenza naturale. Non era scontato se agli albori si elucubrava sull'anatra zoppa, non era scontato rispetto ai precedenti tentativi di spallata (giusto un anno fa) e, a maggior ragione, dopo l'operazione firme dal notaio azionata nelle settimane scorse che si è fermata a 15 su 17. Dopo questo dato di pura cronaca, su una cosa il sindaco Fiorita ha ragione. Ha ragione quando pronuncia una sibillina analisi che ha già fatto negli studi de La Nuova Calabria: "non ha vinto nessuno". Non ha vinto il centrodestra che, di nuovo, ha dimostrato di non avere i numeri per far cadere il Comune e non ha vinto il centrosinistra che, non solo è dilaniato al suo interno, ma ha comunque bisogno di stampelle spurie per completare la consiliatura del dopo-Abramo. Altro che cambiamento. 

Cosa ha detto il voto al bilancio previsionale di ieri? Ha confermato che i numeri sono risicatissimi. Dodici favorevoli sono ben al di sotto della maggioranza (sempre a 17) della civica assise. Che il centrosinistra non è autosufficiente e ha bisogno dell'apporto di consiglieri appartenenti al Misto, provenitenti dall'altra parte. Fra questi c'è chi si è astenuto (significativo) e c'è chi ha votato a favore. Menzione particolare per Antonio Corsi che ha dato una spallata ai 'paletti' in un confronto a distanza con 'l'amico' Sergio Costanzo. Quest'ultimo è stato, assieme ad altri componenti di Forza Italia, dell'ultimissimo tentativo di ribaltone.  Entrambi, e questo è innegabile, sono i consiglieri veterani di Palazzo De Nobili e tra i più influenti fra le giovani leve. Ebbene, Corsi si è sbilanciato e ha detto 'sì'. 

Andiamo ai dettagli. L'operazione 'ribaltone' è nata, è rimasta ed è morta all'interno del Consiglio comunale. L'unica nota dei 'leader' regionali non era assolutamente la svolta e, quindi. a tutti, è andata bene così come è andata a finire. C'è chi ci guadagnerà di più, c'è chi prenderà di meno. E' un giuoco. Un po' come il calcio (citazione non casuale). Se poi chi è rimasto all'asciutto, legitimamente farà pesare, alcuni compromessi (a partire dall'AMC) ci sta tutto. Ma questo significa una sola cosa: il centrodestra, pur avendo ampiamente la maggioranza, è a un anno mezzo dalle elezioni tutto fuorché compatto. Si preferiscono i bracci di ferro e le prove muscolari. Vedi le vicine Provinciali. 

Il centrosinistra, da par suo, al momento non è messo meglio. E' in crescita, anzi si sta fomentando - per usare un lessico tipicamente giallorosso -un derby fra il sindaco e il presidente del Consiglio comunale. I due che erano alla 'strenua' opposizione' dell'ultimo Abramo, le pietre angolari dell'attuale Amministrazione. Mai così distanti A meno che, non ci sia una soluzione di compromesso. 

E veniamo alla Giunta. I ruomours riferiscono di non meno di due cambi. Ci sentiamo di escludere, almeno per il momento, la questione vicesindaco. La questione Giusy Iemma. Sempre candidata e portatrice di voti al Partito democratico agli ultimi appuntamenti elettorali". Semmai, il compromesso, con l'altra parte, si concretizzerà in una partecipata, anch'essa a scadenza naturale. Per gli altri ritocchi serivirà attendere. Certo, la recente uscita (della Iemma) sul nuovo ospedale è stata più che apprezzata dal suo partito, Forse meno da qualche cespuglio un po' più o spostato a sinistra. Ma questa è e questa sarà. Le prossime Comunali, prima ancora che una battaglia fra coalizioni saranno una guerra al loro interno.  


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