
Annuncia la sua ricandidatura a sindaco di Tropea – principale località turistica della Calabria – il primo cittadino uscente, Giovanni Macrì, la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose.
Lo fa attraverso un comunicato stampa in cui dichiara di “non essere incandidabile” e che il Municipio “non corre con la sua candidatura nessun rischio di un nuovo scioglimento” alle amministrative di maggio. “Avrei preferito rimettermi a disposizione della città – afferma Macrì – da sindaco uscente e non disciolto ma, superata questa fase, mi sento sostenuto dalla maggioranza dei cittadini e per questo mi ripresento”. Macrì aggiunge: “A breve sarò inserito nella lista degli impresentabili dalla Commissione parlamentare antimafia ma si tratta solo di un rituale mediatico basato su norme che boccerebbero anche in Iran e che non hanno alcun valore”.
Su Giovanni Macrì, vicino a Forza Italia, pende attualmente il giudizio di incandidabilità per mafia dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia. Nel febbraio scorso, invece, il Consiglio di Stato ha confermato lo scioglimento del Municipio (a guida Macrì) per infiltrazioni mafiose. Per i giudici del CdS risulta “provato – si legge in sentenza – il sostegno del clan La Rosa nel 2018 al sindaco Macrì e alla sua lista”. (AGI)
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