Conidi Ridola: "La fabbrica dei soldi facili: quando un gioco sul telefono diventa una trappola"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Conidi Ridola: "La fabbrica dei soldi facili: quando un gioco sul telefono diventa una trappola"


  07 agosto 2026 09:26

di MARIA CLAUDIA CONIDI RIDOLA*

Negli ultimi mesi i social network sono stati invasi da video che promettono guadagni facili e immediati attraverso giochi online. Tra questi, uno dei più pubblicizzati è Chicken Road, nel quale un pollo attraversa una serie di corsie e, a ogni salto, aumenta il valore della puntata fino a promettere vincite apparentemente straordinarie.

Le immagini sono sempre le stesse: bonus di benvenuto, vincite in pochi minuti, conti correnti che si accreditano rapidamente e giovani entusiasti che raccontano di aver guadagnato cifre importanti semplicemente utilizzando il proprio smartphone.

È una comunicazione estremamente efficace, soprattutto nei confronti dei ragazzi e delle persone economicamente più fragili, perché trasmette un messaggio tanto semplice quanto pericoloso: si può guadagnare senza studiare, senza lavorare e senza alcun sacrificio. È proprio questo il vero problema.

La nostra Costituzione, all'articolo 1, afferma che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. L'articolo 4 riconosce il diritto al lavoro e impegna la Repubblica a promuovere le condizioni affinché esso sia effettivo.
Il messaggio che oggi viene diffuso da molti contenuti presenti sul web va nella direzione opposta: si alimenta l'illusione che il benessere economico possa dipendere dalla fortuna anziché dall'impegno, dalla preparazione e dalla professionalità. Naturalmente nessuno mostra ciò che accade dopo.

Le piattaforme che consentono di partecipare a giochi con vincita in denaro non sono create per far arricchire stabilmente i giocatori. Il loro modello economico si fonda sul fatto che, nel lungo periodo, il gestore ottenga un vantaggio economico. Le vincite iniziali e i bonus di benvenuto rappresentano strumenti di marketing finalizzati ad attirare nuovi utenti e a incentivarli a continuare a giocare.

Molti, convinti di poter replicare le vincite mostrate nei video pubblicitari o dagli influencer, finiscono invece per perdere somme di denaro anche rilevanti. Accanto al rischio economico esiste poi un profilo fiscale del quale quasi nessuno parla.

Le vincite in denaro non sono tutte soggette allo stesso regime tributario. Il trattamento fiscale varia in relazione alla tipologia del gioco e alla normativa applicabile. In alcune ipotesi gli adempimenti fiscali sono assolti dall'operatore; in altre possono sorgere obblighi dichiarativi in capo al percettore. L'eventuale omissione degli obblighi previsti dalla legge può comportare conseguenze sul piano tributario e, quando ricorrono i presupposti stabiliti dall', anche responsabilità penali.

È quindi profondamente scorretto lasciare intendere che il denaro ottenuto attraverso queste piattaforme sia sempre privo di qualsiasi conseguenza fiscale. Esiste, inoltre, un altro rischio, spesso ancora più grave: quello della dipendenza.

La facilità con cui questi giochi sono accessibili dallo smartphone, ventiquattro ore su ventiquattro, unita alla possibilità di effettuare giocate in pochi secondi, favorisce un coinvolgimento continuo dell'utente. Le vincite occasionali alternate alle perdite producono un meccanismo psicologico che può indurre alcune persone a tentare continuamente di recuperare quanto perso, entrando in una spirale difficile da interrompere.

La comunità scientifica riconosce il disturbo da gioco d'azzardo come una patologia comportamentale che può compromettere seriamente la salute mentale, la vita familiare, le relazioni sociali, il lavoro e la stabilità economica della persona. I soggetti più vulnerabili, gli adolescenti e coloro che attraversano momenti di difficoltà personale o finanziaria possono essere maggiormente esposti al rischio di sviluppare una dipendenza.

È sufficiente osservare il linguaggio utilizzato nelle campagne diffuse sui social: "guadagna subito", "ritira immediatamente", "inizia gratis", "bonus senza deposito". Sono espressioni studiate per fare leva sull'emotività e sulla speranza di ottenere risultati immediati, inducendo molti utenti a sottovalutare completamente i rischi.
Anche chi promuove questi giochi dovrebbe interrogarsi sulla responsabilità sociale dei propri messaggi. Pubblicizzare esclusivamente le vincite, omettendo di spiegare le probabilità di perdita, i possibili obblighi fiscali e il rischio di sviluppare una dipendenza, significa offrire una rappresentazione parziale della realtà.
Occorre invece educare, soprattutto i più giovani, a distinguere le opportunità autentiche dalle illusioni.
La ricchezza costruita attraverso lo studio, il lavoro e la competenza richiede tempo, sacrificio e responsabilità, ma è l'unica capace di garantire risultati duraturi. Le scorciatoie promesse dal web, al contrario, spesso conducono a perdite economiche, frustrazione e, nei casi più gravi, a vere e proprie forme di dipendenza.

In una società che celebra il successo immediato, è doveroso ricordare che non esistono formule magiche per costruire il proprio futuro. Quando qualcuno promette guadagni facili con pochi clic, il primo interrogativo da porsi non è quanto si possa vincere, ma chi abbia davvero interesse a convincerci che sia così semplice.
Il rischio non è soltanto quello di perdere del denaro. Il rischio più grande è perdere il valore del lavoro, del merito e dell'impegno, sostituendoli con l'illusione che la fortuna possa prendere il posto della responsabilità. Ed è proprio questa, prima ancora che economica o giuridica, la deriva culturale che dovrebbe preoccuparci.

*Avvocato