Consiglio comunale, polemiche per assunzioni e incarichi ma alla fine ok al finanziamento della Catanzaro Servizi

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Consiglio comunale, polemiche per assunzioni e incarichi ma alla fine ok al finanziamento della Catanzaro Servizi


  04 agosto 2026 20:06

Mettici l'estate, mettici frammentazioni da una parte e dall'altra e mettici, soprattutto, che manca meno di un anno alle elezioni. La nuova seduta del Consiglio comunale di Catanzaro è stata all'altezza delle ultime. Non esattamente memorabile. Intendiamoci, il primo giro d'interventi 'politici' da un po' di tempo (anche con la precedente Amministrazione) diventa, senza eufemismi, lo 'sfogatoio' per la quasi totalità dei consiglieri, la coazione a ripetere di concetti accumulati per giorni e settimane, fisiologicamente trattenuti per l'istituzionale debolezza che, nell'ordinamento italiano, vivono le assemblee degli eletti (a tutti i livelli) rispetto al potere esecutivo, che sia centrale, regionale o, per l'appunto, comunale. Non è un giudizio ma una presa d'atto.

Arrivando ad oggi, la pratica più importante riguardava il finanziamento del Comune alla sua malatissima partecipata: la Catanzaro Servizi. Finanziamento che serve per avviare quei famosi servizi che dovrebbero - condizionale grande quanto una casa - evitare il tracollo. Servizi che, rispetto alla programmazione del piano di risanamento, hanno subito un rallentamento per i rilievi - poi superati - dell'Agcom. Lampade votive e manutenzione stradale fra un mesetto, terzo specchio d'acqua nei prossimi giorni (sempre che il collaudo dei prossimi giorni vada bene) e cura del verde dal primo ottobre. A questo si aggiunge il contingente. Anzitutto il ritardo negli stipendi, spiegato con la necessità di rateizzare il Durc (dunque, per le spettanze si spera di arrivarci entro Ferragosto) e poi la questione di alcuni lavoratori privati che lavorano all'acquedotto e per cui si chiederà una mediazione con Sorical per assorbirli quando il servizio idrico passerà alla società regionale. La situazione resta seria e intricata, certo ereditata dall'Amministrazione Fiorita ma poi peggiorata, con la stessa, a causa dell'affaire dell'acquisto di crediti fiscali. L'impressione rimane sempre la stessa: si sta tentando di rianimare una società zombie, la Catanzaro Servizi, che con i suoi circa 120 dipendenti si è negli anni incistata nei gangli degli uffici comunali. L'altra impressione è che questo spauracchio - a proposito di eredità - sarà una delle prime questioni da affrontare con l'accetta dalla nuova Amministrazione, che sia di centrosinistra o di centrodestra. La questione non si esaurirà ora ma ha bisogno di molto tempo. E, forse, di decisioni più drastiche. 

Al netto delle pesanti accuse delle opposizioni, fra assunzioni e incarichi, e del miele della maggioranza, la pratica è passata. Anche con il voto delle prime, fatta eccezione per il consigliere Veraldi. Esclusa l'istituzione delle due commissioni d'inchiesta, nuovamente rinviata, anche le altre delibere hanno ricevuto il disco verde dell'Aula. Seppure con una fatica estrema e quasi snervante. Perché, paradossalmente, contano più i commenti estenuati dei diretti protagonisti fuori dall'Aula Rossa che all'interno. Un quadro che risponde alla logica del 'chi va là'. Ossia, in attesa che le coalizioni decidano liste e soprattutto candidati a sindaco. Un canovaccio che si rinnoverà anche nel prossimo autunno e inverno. In attesa della primavera. Quando i posizionamenti saranno più chiari. Ma, per ora, c'è molta fatica.