
Lamezia Terme, 20 gennaio 2026 – Durante l’ultima conferenza stampa del 2025 svolta presso la Cittadella regionale il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e il Commissario straordinario del Consorzio Unico di Bonifica Giacomo Giovinazzo hanno illustrato i risultati dell’attività 2025 e le prospettive future. In particolare il Commissario Giovinazzo ha rivendicato con orgoglio il ruolo istituzionale del nuovo ente unico, nato dalla riforma che ha liquidato i precedenti 11 consorzi. Il Presidente Occhiuto ha definito i vecchi consorzi “baracconi” e ha lodato l’impegno del Consorzio Unico, mentre l’Assessore Gallo ha evidenziato i progressi nei servizi per l’agricoltura, con investimenti significativi (tra cui fondi Pnrr per circa 400 milioni di euro complessivi) e una migliore manutenzione delle reti per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tuttavia, come ripetutamente segnalato da Adiconsum Calabria nel corso del 2025, in vaste aree del territorio regionale non si registrano benefici reali e diretti per i proprietari terrieri e gli agricoltori. “Molti canali – afferma il presidente Michele Gigliotti - non sono sufficientemente manutenuti, l’acqua non raggiunge in modo efficiente i fondi e non si evidenziano miglioramenti tangibili nella produttività agricola o nella tutela dei terreni”.
Proprio riguardo a questo argomento Adiconsum Calabria supportata dall’Avvocato Antonino Cavallari del Foro di Vibo Valentia, ha ricevuto numerose segnalazioni relative all’emissione di avvisi di pagamento notificati dal Consorzio Unico per la annualità 2025 sul solo presupposto impositivo della “potenziale utilità” per il fondo. Tale prassi, fanno rilevare da Adiconsum, è contra legem perché contrasta nettamente con la nota sentenza della Corte Costituzionale n. 188 del 19 ottobre 2018, e con le decisioni degli organi di giustizia tributaria che in maniera univoca, dando ragione ai proprietari degli immobili, affermano più specificamente il principio che il “piano di classifica” predisposto dall’ Ente consortile originando una “presunzione di vantaggiosità” dell’attività di bonifica svolta dal Consorzio per gli immobili ricompresi nell’area di intervento, da solo non basta a legittimare la tassazione sul fondo; al contrario, è sempre onere del Consorzio ai fini della esigibilità del contributo richiesto dimostrare effettivamente che dal proprio operato di bonifica il fondo ha tratto una utilitas cioè un vantaggio diretto e concreto con conseguente aumento di valore del fondo stesso.
Gigliotti e Cavallari rivolgono pertanto, ancora una volta, un appello diretto al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo affinché si chiariscano definitivamente i seguenti temi:
- Quali misure concrete intende adottare la Regione per verificare e garantire che l’attività del Consorzio Unico produca benefici reali e diffusi su tutto il territorio, specialmente nelle aree interne e svantaggiate?
- Come si intende assicurare il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 188/2018 che statuisce a chiare lettere che ai fini della debenza dei contributi di bonifica è necessario valutare in maniera concreta la fruizione di un beneficio da parte del contribuente?
- È prevista una revisione dei piani di classifica e quindi una mappatura puntuale dei benefici effettivi per fondo, provincia per provincia, al fine di rendere equa e legittima l’imposizione tributaria in tutta la Regione?
Adiconsum monitorerà attentamente l’evoluzione della situazione e sollecita risposte chiare e tempestive dal Presidente Occhiuto e dall’Assessore Gallo, affinché la riforma del Consorzio Unico si traduca in servizi effettivi e non in oneri ingiustificati per il settore agricolo. “La nostra associazione-conclude Michele Gigliotti-rimane come sempre a completa disposizione per supporto, consulenze e azioni collettive a tutela dei diritti degli imprenditori agricoli calabresi.
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