
"Ci volevano due anni e il fiato sul collo per strappare a questa Giunta un atto sul Convento dei Cappuccini. L’atto è arrivato. Peccato che non serva a niente.
Il 4 giugno scorso la Giunta Municipale ha approvato la delibera n. 56, annunciandola come il segnale di una svolta. La realtà è un’altra: si tratta dell’avvio di una procedura per inserire la biblioteca e il museo nel circuito bibliotecario e museale regionale, con una convenzione affidata ai Padri Cappuccini per la gestione di base. Dodici ore di apertura settimanale, chiusura a luglio e agosto, nessun corso, nessun seminario, nessun evento, nessuna biglietteria strutturata, nessun modello economico. Un atto di ordinaria amministrazione travestito da risposta straordinaria.
L’amministrazione si arrampica sugli specchi e deve smettere di farlo.
La Giunta vuole far credere che l’inserimento nel sistema bibliotecario regionale fosse un passaggio obbligatorio, una precondizione da assolvere prima di procedere con il piano di gestione. Falso. Il progetto finanziato dalla Regione Calabria non prevedeva questo ordine di priorità. Prevedeva, a conclusione dei lavori, un piano di gestione strutturato e sostenibile: selezione pubblica del gestore, attività didattiche e formative, seminari, eventi, biglietteria, clausole sociali. Punto. L’inserimento nel circuito regionale è semmai un passaggio successivo e complementare, non un prerequisito che giustifica oltre due anni di immobilismo.
E c’è un altro dato che va chiarito una volta per tutte. Alla Regione Calabria non è stata inviata una "domanda di finanziamento" come si farebbe per un bando qualsiasi. È stata presentata una scheda di intervento dettagliata, con un piano economico preciso, con obiettivi misurabili, con obblighi chiari in capo al Comune beneficiario. Questo lo dice l’ex assessore Foti che sin dal programma elettorale 2016-2021 da lui elaborato il Convento rappresentava il fulcro su cui si poggiava l’intera impalcatura programmatica.
Quegli obblighi non sono stati rispettati puntualizza Foti. I lavori si sono conclusi il 31 agosto 2023, il collaudo è del 16 ottobre 2023: da allora, silenzio. Nessun piano di gestione redatto. Nessun piano di gestione approvato. Nessuna traccia nei documenti di programmazione, né nel DUP 2025/2027 né nel DUP 2026/2028. Come se quella struttura non esistesse.
Quattrocentomila euro di fondi pubblici regionali per un Polo culturale e museale che oggi non funziona, non produce, non attrae.
Il Convento dei Cappuccini poteva essere un volano reale: turismo culturale e religioso, centro di ricerca sulle fonti bibliografiche antiche, polo didattico per scuole e università, punto di riferimento per l’intera Regione.
Una struttura capace di autofinanziarsi con le proprie attività, come dimostrava nero su bianco il piano economico del progetto originario. Invece siamo qui, a giugno 2026, con una convenzione da dodici ore settimanali e la biblioteca chiusa in agosto.
Questa non è una svolta. È l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che non programma, non pianifica e interviene solo quando è costretta. Un’amministrazione che scopre il Convento dei Cappuccini due anni dopo il collaudo, che non inserisce nei documenti di programmazione gli impegni già assunti con la Regione.
Questa amministrazione la smetta di giocare con le cose serie.
Se non è in grado di redigere autonomamente il Piano di Gestione e i due anni di inerzia dimostrano che non lo è affidi questo compito a chi ne ha le competenze. Lo faccia subito, lo porti in Consiglio Comunale per l’approvazione che spetta all’unico organo competente per legge, e avvii una procedura ad evidenza pubblica per la selezione del soggetto gestore. È la strada che il progetto finanziato imponeva dal primo giorno. Non esistono alternative legittime.
Un Polo culturale che vale quattrocentomila euro di fondi pubblici non può essere liquidato con una convenzione da sacrestia. Merita un progetto serio, una gestione professionale, un futuro all’altezza di ciò che rappresenta per questa città e per questo territorio.
Il tempo delle scuse è finito. Ora si lavora".
Il consigliere comunale di Chiaravalle Centrale
Claudio FOTI
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