Coppa Italia, Gorgone al primo esame: "Non trattengo chi vuole andare via. Qui serve chi ha fame"

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images Coppa Italia, Gorgone al primo esame: "Non trattengo chi vuole andare via. Qui serve chi ha fame"


  14 agosto 2026 18:22

di FILIPPO COPPOLETTA

Il momento degli esperimenti è finito. Almeno in parte. Domani alle 18, in un Ceravolo work in progress, il Catanzaro affronterà il Südtirol nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia, dando ufficialmente il via alla nuova stagione e, soprattutto, all’era Giorgio Gorgone. Una sfida secca, con i rigori previsti in caso di parità al termine dei 90 minuti, che arriva però con un mercato ancora aperto e una squadra inevitabilmente in costruzione.

È proprio il concetto di "cantiere aperto" ad accompagnare la vigilia delle Aquile. Gorgone non lo nasconde e, anzi, lo considera quasi fisiologico dopo una rivoluzione che ha modificato profondamente l’organico protagonista della straordinaria cavalcata playoff della scorsa stagione.

"Ci vorrà del tempo" ha ammesso il tecnico, ricordando come siano venuti meno cinque-sei elementi dell’ipotetico undici titolare che aveva trascinato il Catanzaro fino alla finale di Monza. Per questo il nuovo gruppo dovrà costruire nuove gerarchie, conoscenze e automatismi, senza però rinunciare alle certezze maturate nell’ultimo campionato.

Il primo messaggio di Gorgone è soprattutto mentale: umiltà, sacrificio ed equilibrio. "Ripartiamo con molta umiltà" ha sottolineato, spiegando di voler vedere una squadra capace di attraversare anche i momenti difficili senza perdere la propria identità. Un concetto che torna più volte nel ragionamento dell'allenatore, convinto che la forza del gruppo debba precedere qualsiasi discorso tattico.

La preparazione è stata condizionata dalle poche amichevoli disputate contro avversari esterni, ma Gorgone ha spiegato di aver dato grande valore anche alle partitelle interne, considerate particolarmente utili sotto il profilo atletico. Il Catanzaro ha poi chiuso il precampionato battendo 3-0 il Giugliano, con le reti di Pafundi, Pittarello e Reita.

Adesso, però, si gioca per qualcosa. E il tecnico lo ha ribadito con chiarezza: "Per me non c'è amichevole, figuriamoci la partita di Coppa Italia". Anche per questo l'undici iniziale sarà frutto di un equilibrio tra chi ha già assimilato maggiormente i meccanismi e i nuovi arrivati. Mehdi Dorval, ufficializzato appena ieri con un contratto triennale, è a disposizione nonostante sia arrivato da pochissimo. Con lui anche Nicola Mosti, mentre Ruggero è ormai più avanti nel percorso di inserimento.

Gorgone non ha escluso soluzioni tattiche differenti. "Un paio di varianti le possiamo adottare" ha spiegato, lasciando intendere che il sistema di gioco non sia ancora definitivamente cristallizzato. L'idea, dunque, è quella di mantenere alcuni principi già assimilati, adattandoli alle caratteristiche dei nuovi interpreti.

Tra i giocatori più duttili c'è anche Gabriele Alesi, che il tecnico ha provato in mezzo al campo per necessità durante il precampionato, ma che considera capace di ricoprire più ruoli. "Può fare quel ruolo, può fare la mezzala in un centrocampo a tre". 

È inevitabile, però, che alla vigilia del debutto si parli anche di mercato. Le partenze hanno lasciato un'eredità pesante, ma Gorgone non vuole trasformarle in un alibi. Ha ammesso di non essersi aspettato una diaspora così ampia, pur comprendendo le scelte di calciatori arrivati a un momento importante della propria carriera.

Il tecnico ha difeso anche la filosofia con cui il direttore sportivo Ciro Polito sta costruendo la nuova rosa: giovani da valorizzare, scommesse e profili meno conosciuti, nella speranza di ripetere alcune delle intuizioni che nella scorsa stagione avevano portato a Catanzaro giocatori poi esplosi ad altissimo livello.

E proprio sul mercato offensivo Gorgone ha lasciato un'indicazione significativa. Filippo Pittarello, ancora formalmente un giocatore giallorosso, viene considerato il modello dell'attaccante ideale. "Rappresenta un po' l'attaccante completo" ha detto il mister. Un identikit che potrebbe diventare particolarmente importante qualora l'attaccante dovesse effettivamente lasciare Catanzaro. Il mercato, infatti, continua a intrecciarsi con il reparto offensivo e nelle ultime ore sono emerse anche nuove piste, tra cui quella di Riccardo Ciervo del Sassuolo.

Discorso analogo per Matias Antonini, uno dei pilastri della squadra delle ultime stagioni e ancora al centro di interessamenti di mercato. Gorgone è stato chiaro: vorrebbe che il difensore restasse, ma non intende trattenere chi non è convinto del progetto. Ed è forse questo il passaggio più netto della conferenza. Per Gorgone il Catanzaro dovrà essere composto da calciatori realmente motivati.

"Ho bisogno di ragazzi che vivano questo sport come lo vivo io" ha detto, chiedendo ai suoi giocatori "un'attitudine fantastica". Una richiesta che riguarda anche il rapporto con la piazza. Il tecnico ha parlato di una tifoseria che vuole vedere in campo soprattutto calciatori felici di indossare la maglia giallorossa e pronti a dare tutto.

Il riferimento è inevitabilmente alla squadra che ha stupito nei playoff e che, nel giro di poche settimane, è stata in buona parte smontata. Il nuovo Catanzaro dovrà quindi trovare una propria identità senza vivere di paragoni con il passato.

Dall'altra parte ci sarà un Südtirol che, come il Catanzaro, ha cambiato molto e ha soprattutto cambiato guida tecnica. A Bolzano è arrivato Davide Possanzini, reduce dall'esperienza al Mantova e legato al club fino al 2028. Un avversario tutt'altro che casuale per il debutto di Gorgone. Il tecnico giallorosso lo ha definito una squadra "con un'identità forte", sottolineando come anche Possanzini abbia avuto a disposizione soltanto poche settimane per trasmettere le proprie idee.

Domani, quindi, il Ceravolo offrirà il primo vero termometro del nuovo Catanzaro. Non sarà ancora la fotografia definitiva della squadra, perché il mercato continuerà a modificare gli equilibri, ma sarà il primo momento in cui le parole dovranno trasformarsi in campo.