
"Uno dei documenti più importanti dell'organizzazione sanitaria approvato dalla Giunta Regionale, cioè quello relativo alla rete SCA – Sindrome Coronarica Acuta, cioè la rete di cura emergenziale degli infarti, è stato copiato dal Friuli. Se così non fosse, allora il nostro documento prevedrebbe il trasferimento di parenti fragili a Gemona, cittadina di 10 mila abitanti in provincia di Udine.
Dovrebbe bastare questo per imporre al Governatore-Commissario, che sta letteralmente sventrando il diritto alla salute dei calabresi, le proprie dimissioni e le scuse alla popolazione, ma purtroppo non è finita qui.
Dopo aver preso per i fondelli le comunità di Corigliano-Rossano, Paola, Lamezia Terme e Vibo Valentia prima delle elezioni regionali, con il DCA 78/2024 che prevedeva in questi ospedali uno dei servizi salvavita più importante che esiste, cioè l'emodinamica inserita nella rete SCA, con la Delibera Friulana del 21 luglio 2026 questo servizio è stato improvvisamente cancellato, senza nessuna vera spiegazione di carattere tecnico, sanitario o istituzionale.
L'unica spiegazione è che la campagna elettorale è passata e quindi le prese per i fondelli possono lasciare tranquillamente spazio al mostruoso progetto Azienda Zero.
Esattamente come fu per le aziende sanitarie provinciali - il cui disastroso bilancio contabile, amministrativo e sanitario è sotto gli occhi di tutti – questa ennesima centralizzazione dell'organizzazione sanitaria non ha nulla a che vedere con la nostra salute.
La centralizzazione tanto cara al centrodestra calabrese è funzionale alla creazione di un altro centro di potere, facile da gestire e difficile da controllare, per continuare a trasformare il diritto alla salute dei Calabresi nel più grande ed ignobile business che la nostra terra abbia mai subito.
Fin dall'avvio di questo percorso, ne ho denunciato, quali sarebbero stati gli obiettivi veri: dopo i milioni di euro di finanziamenti a privati in settori impensabili, a partire dai 3 milioni per l'assistenza domiciliare integrata, sono arrivati i commissari unici, gli accentramenti delle Unità Operative ed ora i veri documenti di programmazione, quelli che tagliano progetti e servizi.
Se per i vibonesi, i lametini ed i paolani questo documento è un pugno in faccia, per i cittadini di Corigliano-Rossano è una beffa: il mirabolante ospedale della sibaritide, l'ospedale più costoso d'Italia, che sarà gestito da un privato lautamente pagato con i soldi nostri per decenni, parte già senza medicina nucleare e senza emodinamica.
Potete spiegare ad un malato oncologico che va a fare la PET a Torre Annunziata se non da Roma in su, e che continuerà a doverlo fare, a che saranno serviti 300 milioni di euro? Potete spiegarlo a chi sperava di avere un territorio cardio-sicuro ed invece dovrà continuare a sperare, in caso di infarto, di avere la fortuna di salire su un elicottero prima che sia troppo tardi?
“La sanità è questione di percezione” è stato dichiarato impunemente in una trasmissione televisiva dalla maggioranza di centrodestra, come se per curarsi non servano medici, infermieri, servizi, strumenti, ma convinzione e qualche reel ipocrita: è l'ennesimo insulto di questa classe politica all'intelligenza ed alla dignità delle comunità calabresi.
Serve una sanità vicina alle comunità, che badi ai servizi per i calabresi e non agli appalti, una sanità che sia soggetta al controllo sociale e non un centro di potere fuori controllo e serve, evidentemente, una classe politica regionale totalmente diversa da quella che ci ha governato in questi anni".
E' quanto scrive il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi.
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