
I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari – su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, 16 perquisizioni, anche informatiche, presso enti locali, segnatamente la Provincia e il Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati.
I NOMI
Luca Bisceglia 52 anni , di Crotone.
Gaetano Caccia 50 anni, di Cutro.
Giacomo Combariati 42 anni, di Crotone.
Luca Vincenzo Mancuso 46 anni, di Crotone.
Fabio Manica, di 48 anni, di Crotone.
Rosaria Luchetta 47 anni, di Crotone.
Alessandro Vallone 45 anni, di Crotone.
Vicky Ingarozza 42 anni, di Crotone.
Francesco Manica 50 anni, di Crotone.
Andrea Esposito 47 anni, di Crotone.
Domenico Zizza 62anni, di Crotone.
Francesco Maria Benincasa 61 anni, di Rocca di Neto.
Raffaele Cavallaro 59 anni, di Cirò Marina.
Giuseppe Marinello 48anni, di Cirò Marina.
Ariano Astorino 49 anni, di Isola Capo Rizzuto.
Antonio Otranto Godano 56 anni, di Isola Capo Rizzuto.
Michele Scappatura 57 anni, di Isola Capo Rizzuto.
Bina Fusaro 51 anni, di Corigliano Rossano.
Caterina Scavo 31 anni, di Crotone.
Salvatore Valente 36 anni, di Cirò Marina.
Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici.
Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono gravissime e vanno dalla “corruzione” al “falso ideologico in atto pubblico”, dalla “frode nelle pubbliche forniture” alla “truffa aggravata ai danni dello Stato”.
I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli.
Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze.
L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone, diretta dal Dott. Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione. Contrastare la corruzione, infatti, vuol dire rilanciare l’economia, valorizzare la leale concorrenza e ridurre lo spreco di denaro pubblico, favorendo così le imprese oneste e impedendo la penetrazione dell’illegalità. L’azione di servizio si colloca nell’ambito della fase delle indagini preliminari, sicché, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.
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