
Nota stampa del consigliere comunale Antonio Corsi.
Non ero così sicuro, come si dice insistentemente in città, che dietro alla fallimentare “congiura delle firme” per fare cadere l’Amministrazione ci sia stata la regia dell’ex sindaco Sergio Abramo che intendeva così riproporsi per la quinta volta. A dissipare ogni dubbio è stato il coordinatore provinciale di Forza Italia, Marco Polimeni, che in un’intervista di queste ore si è vantato di avere promosso l’infelice raccolta di firme e poi ha candidamente detto che “Abramo sarebbe il migliore architetto per risollevare il Comune dalle macerie”.
Ora però bisogna intendersi su chi ha prodotto le macerie. L’opinione pubblica credo si sia fatta un’idea molto precisa del reale fine del complotto ordito da Polimeni, avendo ben capito che di politico non c’era nulla e men che meno gli interessi della città che anzi sono stati messi a repentaglio.
Poiché l’ex sindaco Abramo è tornato a fare sentire la sua voce per difendere quello che lui ritiene il suo “buongoverno”, sciorinando numeri e percentuali a suo piacimento, credo sia importante ristabilire alcune verità. Io posso farlo perché sono sempre stato una voce libera, un “guastafeste”, un non allineato e anche perché da tempo ho annunciato che la mia lunga esperienza di consigliere comunale finirà nel 2027.
Consentitemi di avere sul cosiddetto “buongoverno” di Abramo delle idee molto diverse dalle sue.
Se parliamo delle finanze del Comune, posso dire con assoluta certezza che la pesante situazione debitoria è tutta ascrivibile alle sue discutibili scelte che hanno costretto l’Ente a pagare somme insopportabili. Mi riferisco alla pessima gestione del PRU per nove milioni, finita nel mirino della Corte dei Conti, all’incauta manovra sull’Iva che ci costa 5 milioni di euro, alla transazione per la costruzione della palazzina dello stadio. Senza contare lo stato fallimentare delle società partecipate, Catanzaro Servizi e Amc, amministrate costantemente dai suoi consulenti personali. Tutti soldi sottratti ai servizi e ai cittadini. Solo Catanzaro Servizi ha accumulato durante il “regno” di Abramo quasi cinque milioni di euro di debiti.
Mi stupisce che oggi addirittura critichi chi, in queste condizioni disastrose ereditate, è riuscito quasi a dimezzare il disavanzo.
Ma è sul piano politico che il bilancio dell’era Abramo è molto negativo, anche in rapporto al numero e dall’importanza delle cariche che nel tempo ha rivestito. Ad esempio, la sua presidenza della Sorical non ha prodotto alcun beneficio per il sistema idrico della città, come dimostrano le continue rotture della condotta di Alli.
Non possiamo neanche dimenticare che l’ex sindaco ha dato il via libera alla seconda facoltà di medicina a Cosenza in cambio di corsi di lingua cinese, mai attivati.
Sono discutibili anche le sue scelte in materia urbanistica che hanno interessato solo alcune aree strategiche della città e la perdita dei finanziamenti per la depurazione.
Non voglio dilungarmi. Dico solo che la scorciatoia della caduta di Fiorita è stata una pratica politicamente e istituzionalmente scorretta. Evviva la coerenza, quando l’intera Assise di Catanzaro divenne il Consiglio comunale più indagato d’Italia nessuno ebbe la dignità di dimettersi, a cominciare dal sindaco, nonostante l’immagine della città sia stata infangata.
Purtroppo, Fiorita ha deluso le elevate prospettive di cambiamento. A cominciare dal marchiano errore, da me contestato in perfetta solitudine, di confermare la segretaria generale che ha fatto il bello e il cattivo durante gli ultimi regni di Abramo. Ci voleva una scossa nella burocrazia comunale e non una continuità che, evidentemente, ha contribuito a creare quelle famose macerie.
Ma torniamo all’oggi, dopo l’inglorioso fallimento della “congiura delle firme”, il centrodestra vero, quello fatto dai partiti e non dalle persone, ha l’occasione per rigenerarsi e presentarsi tra quindici mesi all’appuntamento elettorale con le carte in regola. C’è un problema di una nuova classe dirigente da fare crescere e molti dovrebbero fare come il sottoscritto, decidere di chiudere l’esperienza istituzionale che non significa chiudere con la politica. Un partito come Forza Italia che si aggrappa a quello che Polimeni ha definito l’usato sicuro è un partito senza prospettive. Le energie nuove ci sono e ci sono le condizioni per contrapporre a Fiorita una candidatura innovativa, credibile, che faccia fare alla città un passo in avanti e non dieci indietro.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797