
Richieste di condanna fino a vent'anni di carcere per i 33 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell'ambito dell'inchiesta “Kleopatra”, coordinata dalla Dda di Catanzaro, su una presunta organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti, che secondo l'accusa sarebbe riconducibile alla cosca Gallace di Guardavalle.
Al centro dell'indagine un sistema di approvvigionamento e distribuzione di droga con collegamenti tra il Sudamerica, diversi Paesi europei e numerosi porti italiani, tra cui Gioia Tauro, Livorno, Genova e Trieste. Le contestazioni riguardano importazione, trasporto e commercializzazione di ingenti quantitativi di cocaina, eroina, marijuana e hashish.
Le richieste più elevate, pari a 20 anni di reclusione, riguardano Francesco Aloi, Nicola Chiefari, Cesare Antonio Arcorace, Cosimo Damiano Gallace, Alessandro Menniti, Francesco Riitano, Domenico Vitale (classe 1971) e Domenico Vitale (classe 1978).
La Procura ha chiesto 17 anni per Angelo Gagliardi; 16 anni e 6 mesi per Francesco Taverniti, Bruno Vitale e Paolo Riitano; 14 anni per Ivano Piperissa e Cosimo Sorgiovanni.
Seguono le richieste di 12 anni e 6 mesi per Antonio Gallace e Giuseppe Vitale; 12 anni per Vincenzo Alvaro, Leone Bruzzaniti e Mario Palamara; 11 anni e 3 mesi per Robertino Dessì e Angelo Riitano; 10 anni e 6 mesi per Alessandro Riitano.
Per Lucio Aquino, Paolo Pellicano, Antonio Cosimo Perronace e Vincenzo Vitale sono stati sollecitati 8 anni di carcere. Vincenzo Pasquino e Manolo Pupillo rischiano, secondo la richiesta della pubblica accusa, 6 anni e 8 mesi. Infine, 5 anni e 4 mesi sono stati chiesti per Salvatore Arcorace, Mario Bonanno, Ilario Cavallo, Giuseppe Jiritano e Giovanna Taliento.
Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe utilizzato anche sofisticati sistemi di comunicazione criptata per organizzare le spedizioni e mantenere i contatti con i fornitori esteri. Tra gli elementi al vaglio del processo figurano le conversazioni sulla piattaforma Sky Ecc.
Le richieste del pubblico ministero rappresentano le conclusioni dell'accusa: spetterà ora al giudice valutare le singole posizioni e pronunciarsi sulle responsabilità degli imputati.
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