
I finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, nell’ambito di servizi a contrasto degli illeciti nel settore dei prodotti energetici, disposti anche in ragione dell’attuale crisi internazionale, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 261 bombole di G.P.L., per una capacità complessiva di 3.852 Kg, detenute irregolarmente.
Di fatto, i militari della Tenenza Montegiordano, durante un posto di controllo svolto lungo la strada statale 106 Jonica, hanno fermato un automezzo intento a trasportare un ingente quantitativo di bombole di Gas Petrolifero Liquefatto, destinate alla vendita al dettaglio.
Da lì a poco, la successiva attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle cosentine per risalire alla filiera commerciale, ha condotto i militari presso un deposito a cielo aperto, gestito senza le minime garanzie di sicurezza e privo delle autorizzazioni antincendio, ove le bombole di G.P.L. erano stoccate in modo del tutto irregolare, pronte per la vendita.
Nella circostanza, si constatava, quindi, l’assenza delle necessarie autorizzazioni fiscali per la vendita al dettaglio del G.P.L., nonché delle prescritte autorizzazioni amministrative in materia di sicurezza dei luoghi, per l’esercizio dell’attività.
Quindi, i militari della Guardia di finanza, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, hanno proceduto al sequestro del materiale rinvenuto, segnalando il soggetto controllato alla medesima Autorità Giudiziaria per l’omessa presentazione della segnalazione certificata di inizio attività, per l’assenza del certificato di prevenzione incendi e, oltretutto, per l’omessa denuncia di materiale esplodente.
L’operazione di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di finanza nel presidio del territorio e nella prevenzione di condotte illecite che possono costituire un serio pericolo per la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini, con specifico riguardo al deposito e alla commercializzazione di prodotti energetici.
Si rappresenta che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
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