Costantino fuori dalla giunta, Talerico incalza Fiorita: “Ora spieghi davvero perché”

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Il consigliere comunale critica la gestione del sindaco Fiorita: “A un certo punto il problema non è più chi viene sostituito, ma chi sceglie, indirizza e valuta”

  28 agosto 2026 16:13

Costantino fuori dalla Giunta. Ma il problema, ancora una volta, non è Costantino. Il 27 agosto il sindaco ha revocato le deleghe a Vincenzo Costantino e nominato assessore Salvatore Bullotta, fino a quel momento Capo di Gabinetto. La motivazione ufficiale parla della necessità di una «diversa organizzazione delle responsabilità» nell’ultima parte del mandato. A Salvatore Bullotta rivolgo i miei complimenti e un sincero augurio di buon lavoro. Lo considero una persona seria, equilibrata e capace di ascoltare. 

Non intendo, invece, entrare nel merito della posizione personale di Vincenzo Costantino, né formulare giudizi sulla sua persona. Anche perché, a voler valutare esclusivamente i risultati riconoscibili all’esterno, fino ad oggi non c’è moltissimo materiale sul quale esercitarsi. Ma proprio per questo la questione diventa politica.

Costantino ha ricevuto deleghe importanti: turismo, marketing territoriale, politiche giovanili, transizione digitale. Settori sui quali una città come Catanzaro avrebbe bisogno di una visione riconoscibile e, soprattutto, di risultati misurabili. Alcune delle iniziative oggi rivendicate o sbandierate probabilmente hanno un’origine precedente. Ma non è questo il tema e non mi interessa aprire la gara delle paternità. Un’amministrazione seria deve saper continuare anche ciò che di buono trova.

La domanda è un’altra: quale visione è stata costruita attorno a quelle deleghe e quali risultati ha prodotto? Ed è qui che la vicenda Costantino finisce e comincia quella del sindaco. Le possibilità sono due. Se Costantino ha lavorato bene, come la stessa amministrazione ha lasciato intendere fino ad oggi, perché viene sostituito proprio adesso? Se invece il sindaco ritiene che i risultati non siano stati sufficienti, dovrebbe spiegare perché e assumersi la responsabilità di una scelta che fu sua: sua la nomina, sue le deleghe, suo il compito di indirizzare e verificare il lavoro della Giunta.

Nel settembre 2024 nasceva una nuova squadra, presentata come una Giunta di professionisti e giovani scelta direttamente dal sindaco e destinata ad arrivare fino al 2027. Nel giugno 2025 il giudizio sugli assessori era ancora positivo. Nell’agosto 2026 scopriamo che serve una «diversa organizzazione delle responsabilità».

Qualcosa non torna.

In questa consiliatura sono cambiati assessori, formule e assetti. Prima la responsabilità, poi l’entusiasmo, poi i giovani professionisti, oggi una nuova riorganizzazione. I risultati, però, tardano ad arrivare. Quando un professore boccia una classe si può discutere della classe. Quando cambia più volte la classe e alla fine boccia sempre tutti, qualche domanda sul professore diventa inevitabile. Forse alcune scelte non hanno premiato la visione di cui Catanzaro aveva bisogno. Può accadere. Ma bisogna avere il coraggio di riconoscerlo.

Non si può continuare a cambiare uomini raccontando ogni volta che quella nuova sarà finalmente la squadra giusta. A un certo punto il problema non è più chi viene sostituito, ma chi sceglie, indirizza e valuta. Costantino ha reagito con misura. Adesso, però, sarebbe utile che spiegasse alla città cosa sia realmente accaduto. Se il suo lavoro era apprezzato, perché è stato mandato via? Se non lo era, perché fino a ieri nessuno lo aveva detto? Normalmente si cambia un assessore per cambiare rotta. Qui, almeno per ora, vediamo soltanto un nuovo assetto. E Catanzaro, arrivata quasi alla fine della consiliatura, non ha bisogno dell’ennesimo riassetto. Ha bisogno di risultati. Altrimenti resta il vecchio principio del Gattopardo: cambiare tutto perché nulla cambi.

Antonello Talerico
Consigliere comunale di Catanzaro