Cottarelli all'Unical sul referendum: "Ho votato sì, ma adesso c'è bisogno di riflessione"

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  24 marzo 2026 19:13

"Questa è la prima sconfitta per Giorgia Meloni e quindi adesso la vittoria alle prossime elezioni diventa meno probabile". Lo ha detto il professore Carlo Cottarelli parlando con i giornalisti all'Università della Calabria. Cottarelli, uno dei massimi esperti di Economia, terrà una lectio magistralis dal titolo "L’economia italiana nell’ultimo quarto di secolo e le prospettive future" nel corso di un evento promosso dal Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza "Giovanni Anania", in collaborazione con il Rotary Club Rende. Rispondendo a una domanda sul referendum, Cottarelli ha aggiunto: "Io al referendum ho votato sì però pensavo che ci fossero riforme più importanti. Però adesso bisogna andare avanti".  "Per quanto riguarda il debito pubblico la situazione è migliorata rispetto a 15 anni fa". Lo ha detto il professore Carlo Cottarelli parlando con i giornalisti all’Università della Calabria. Cottarelli, uno dei massimi esperti di Economia a livello internazionale, sta tenendo una lectio magistralis dal titolo "L’economia italiana nell’ultimo quarto di secolo e le prospettive future" nel corso di un evento promosso dal Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza "Giovanni Anania", in collaborazione con il Rotary Club Rende. Rispondendo a una domanda sul debito pubblico e sulla situazione italiana, Cottarelli ha aggiunto: "Quindici anni fa si pensava che l'Italia andasse in bancarotta. Adesso lo spread si è alzato, ma rimane ancora abbastanza basso. Vediamo se ora le cose cambiano dopo i risultati del referendum". "Il Ponte sullo Stretto doveva essere realizzato già lo scorso anno. Penso che le grandi opere siano importanti, ma darei priorità ad altre opere", ha aggiunto Cottarelli durante la sua riflessione sull’andamento dell’economia nazionale negli ultimi venticinque anni e sulle principali criticità strutturali: dalla bassa crescita della produttività all’elevato debito pubblico, fino ai ritardi nei processi di innovazione e nella valorizzazione del capitale umano.   "Non siamo più il fanalino di coda dell’Europa. Ma cresciamo sempre meno degli altri Paesi", ha evidenziato il professore Cottarelli. "Non essere fanalino di coda vuol dire che non siamo gli ultimi della classe. L'ultimo Paese è la Germania. La Spagna oggi fa in tre mesi quelli che noi facciamo in un anno. Perché? Perché - ha spiegato - oggi in Italia è difficile fare impresa e lo dico rispetto a Paesi come la Spagna. Bisogna rendere l’Italia un Paese dove è più facile fare impresa privata".


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