Criticità del presidio INRCA di Cosenza, l'ADPS: "Primi risultati sui prelievi domiciliari"

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  23 settembre 2026 17:28

L’Associazione Diritti, Prevenzione e Sicurezza (ADPS), da oltre un anno impegnata nel monitoraggio delle criticità del presidio INRCA di Cosenza, prosegue la propria attività di tutela dei diritti dei cittadini e di vigilanza sul corretto funzionamento dei servizi pubblici, con particolare attenzione alla sanità e alle fasce più fragili della popolazione.

Un primo importante risultato è stato raggiunto sulla vicenda dei prelievi domiciliari. La procedura introdotta dall’INRCA, che attraverso uno specifico modulo attribuiva al medico curante responsabilità relative all’intera fase pre-analitica del campione biologico, era stata ritenuta da ADPS non conforme al quadro normativo regionale, anche in considerazione dell’attribuzione al medico di responsabilità riferite ad attività non necessariamente svolte materialmente dallo stesso.

La problematica è stata quindi portata formalmente all’attenzione della Regione dalla consigliera regionale Elisa Scutellà, attraverso l’interrogazione n. 109 del 15 giugno 2026, con la quale sono state richieste specifiche verifiche sulla procedura adottata e sulla tutela dell’accesso ai prelievi domiciliari per anziani, fragili e persone non autosufficienti.

ADPS esprime particolare apprezzamento per la sensibilità e l’attenzione dimostrate dalla consigliera Scutellà, che ha compreso la rilevanza della problematica e l’ha portata avanti nelle sedi istituzionali competenti, utilizzando gli strumenti propri del Consiglio regionale.

Dopo l’iniziativa istituzionale, la precedente procedura è stata accantonata e il modulo sostituito. La nuova modulistica riconduce infatti le responsabilità al personale sanitario che effettua materialmente il prelievo o la raccolta del campione, superando proprio uno degli aspetti centrali contestati.

Resta però aperta la questione del CUP/Ticket dell’INRCA di Cosenza.

Con la nota del 19 agosto 2026, ADPS ha chiesto un intervento diretto della Regione sul contingentamento degli accessi, attualmente fissato in 60 numeri nella fascia mattutina e 30 in quella pomeridiana, e sulla concreta corrispondenza tra gli orari pubblicizzati e l’effettiva possibilità per i cittadini di usufruire del servizio.

Secondo le segnalazioni raccolte dall’Associazione, infatti, i numeri disponibili risulterebbero frequentemente esauriti con largo anticipo rispetto alla chiusura degli sportelli. ADPS ha pertanto chiesto agli organi regionali verifiche puntuali e, qualora tali criticità trovassero conferma, una revisione delle attuali modalità organizzative del servizio.

“Un primo problema è stato superato attraverso l’attenzione e l’intervento delle istituzioni. Ora attendiamo risposte altrettanto concrete sul CUP. La sanità deve essere realmente accessibile, soprattutto per anziani e cittadini fragili. ADPS continuerà a vigilare e a intervenire ogni volta che sarà necessario tutelare i diritti dei cittadini.”