Criticità estive al Pugliese, Codacons sul piede di guerra

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L'ospedale "Pugliese Ciaccio"
  13 luglio 2019 16:30

Riduzione dei posti letto, nel periodo estivo, al Pugliese - Ciaccio, scoppia il caso e il Codacons presenta una istanza di accesso per conoscere la reale situazione in cui versa il nosocomio. Il coordinamento guidato da Francesco Di Lieto pretende di «conoscere non soltanto fino a quando durerà questa situazione d’emergenza ma, soprattutto, quale siano i programmi preventivi assunti dai manager dell’Azienda ospedaliera per garantire il rispetto del diritto alla salute dei cittadini e quali iniziative abbiano posto in essere per fronteggiare un evento “imprevisto e imprevedibile” come l’estate e le ferie dei propri dipendenti».

«Garantire le ferie e il riposo al personale medico e infermieristico è sacrosanto, ciò che è intollerabile - dichiara Francesco Di Lieto del Codacons - è che finiscano per essere penalizzati i cittadini, ai quali viene negato un servizio fondamentale. Una preoccupante riduzione dei posti letto, qualcuno parla del 34,8% e, addirittura, la chiusura di interi reparti, non può essere consentita perché lede in maniera inequivocabile il diritto alla salute». A suo avviso, «siffatta situazione finisce per comportare un ulteriore abbassamento dei livelli essenziali di assistenza che già vede la nostra regione tristemente in fondo a tutte le classifiche nazionali. Senza contare che la carenza di posti letto finirà per rendere ancora più massacrante il lavoro nel Pronto Soccorso nonché maggiori difficoltà per il personale delle ambulanze».

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E il sospetto del Codacons è che «non si tratta soltanto di una “lieve” riduzione di posti letto. Sembrerebbero "chiusi per ferie”, infatti, interi reparti di degenza e ambulatori. Se le segnalazioni rispondessero al vero - prosegue Di Lieto - vorrà dire che si dovrà prendere atto che non sussistono più le condizioni per garantire il diritto alla salute e il mantenimento dei servizi minimi nella più grande struttura sanitaria della regione». Per Di Lieto, «per superare il divieto di nuove assunzioni si sarebbe potuto ipotizzare di ricorrere alla sostituzione del personale con assunzioni a tempo determinato proprio per garantire le cure mediche a chi sta male».

 

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