Cropani, Codacons: “Multe illegittime difese fino a ieri: questo non è amore per la legalità, è accanimento”

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  17 gennaio 2026 14:22

 

C’è un’amarezza profonda che resta addosso nel leggere le rassicurazioni del Sindaco di Cropani. Si riempiono i comunicati di parole come “collaborazione” e “trasparenza”, ma la realtà dei fatti racconta una storia di cittadini messi all’angolo da un’amministrazione che ha preferito arroccarsi pur di difendere l’indifendibile.
Non basta oggi sbandierare lo stop ai rilevamenti o il sequestro della Procura come se fossero meriti. 
Il nodo della questione è morale, prima ancora che giuridico: se il Comune era consapevole dei rilievi della Prefettura e delle indagini in corso, perché ancora ad ottobre 2025 i funzionari comunali hanno continuato a dare battaglia chiedendo il rigetto dei ricorsi? Perché invece di procedere ad annullamenti generalizzati hanno costretto padri e madri di famiglia a sopportare costi  solo per vedersi riconosciuto un diritto che l’Ente avrebbe dovuto tutelare d’ufficio?
É un atto di superbia burocratica che offende il buon senso.
“Difendere verbali figli di strumenti fuori norma, mentre la Magistratura bussa alla porta – attacca Francesco Di Lieto – non è tutela dell’interesse pubblico, ma un accanimento che logora il rapporto tra istituzioni e società civile.”
A rendere il clima ancora più torbido è lo stile con cui si gestisce il confronto. L’eleganza istituzionale imporrebbe di parlare alla luce del sole. Invece, siamo ai confini dello spionaggio domestico: <<sono stato invitato a chiamare d’urgenza il Sindaco, solo per trovarmi “intercettato” da un sistema di registrazione automatica attivato senza alcun consenso - sostiene Di Lieto. Sentirsi rispondere “lo avrebbe fatto anche lei” non è la replica di un amministratore sereno, ma il riflesso di chi vive il dialogo come una guerra da combattere con miseri espedienti>>.
Il Codacons non accetta rassicurazioni di facciata. Se il Comune si sente davvero “parte lesa” nei confronti dei fornitori di questi dispositivi, lo dimostri con i fatti:
1. Annulli in autotutela ogni singolo verbale ancora pendente, mettendo fine a un contenzioso che serve solo a gonfiare le spese.
2. Restituisca immediatamente ogni centesimo incassato grazie a strumenti non a norma: quei soldi appartengono alle famiglie e non possono essere usati per far quadrare i bilanci su presupposti illegittimi.
3. Pubblichi i costi reali: i cittadini devono sapere quanto è stato pagato per il noleggio e la manutenzione di questo “giocattolo” difettoso.
La nostra non è una crociata contro un Comune, ma una barricata a difesa della dignità dei cittadini. Da questo momento non accetteremo più telefonate o metodi ambigui: parleranno solo le PEC, gli atti ufficiali e, se necessario, i giudici della Corte dei Conti. La legalità non è un abito della domenica da esibire nei comunicati, ma una pratica quotidiana che a Cropani, finora, è tragicamente mancata.


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