Crotone. Cerrelli (Lega) dopo l'incontro su tematiche gender: "Né bigotti, né omofobi, né razzisti, soltanto responsabili dell’educazione dei nostri figli"

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images Crotone. Cerrelli (Lega) dopo l'incontro su tematiche gender: "Né bigotti, né omofobi, né razzisti, soltanto responsabili dell’educazione dei nostri figli"

  30 gennaio 2021 17:31

“Né bigotti, né omofobi, né razzisti, ma soltanto responsabili dell’educazione dei nostri figli”. È quanto dichiara il Coordinatore provinciale della Lega Salvini di Crotone, Giancarlo Cerrelli, a margine della polemica scatenatasi dopo il dissenso della Lega di Crotone circa un incontro su tematiche gender, tenutosi presso l’Istituto Pertini – Santoni di Crotone.

"Abbiamo assistito per lo più – afferma Giancarlo Cerrelli - a repliche superficiali e ad insulti pesanti; lo stile usato – prosegue Cerrelli – è sempre lo stesso: insultare, offendere, emarginare ed etichettare come omofobo, razzista e bigotto, chi si oppone alla dittatura del pensiero unico politicamente corretto".

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"Tale dittatura – continua Cerrelli - che per molti è invisibile, sta distruggendo subdolamente le nostre identità, per renderci sempre meno esseri umani e sempre più consumatori, esseri senza radici, soggiogati dai nostri desideri, che devono essere appagati a tutti i costi".

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"In tale contesto globalista e mondialista che tende a distruggere, con il pretesto dell’uguaglianza, le identità dei popoli, - afferma Cerrelli - si inserisce l’ideologia gender che nega a sua volta le identità sessuali, il corpo sessuato, la differenza biologica fondamentale tra maschio e femmina, come tentativo di dimostrare che la mascolinità e la femminilità non sono che costruzioni sociali, separando così natura da cultura".

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"L’ideologia di genere - continua il Coordinatore provinciale della Lega - merita un approfondimento e a tal proposito accogliamo con piacere il gentile invito ad un confronto fattoci a mezzo stampa dalla Dirigente Scolastica del Pertini – Santoni".

"È opportuno sottolineare – continua Cerrelli - che l’ideologia gender auspica il superamento della parola sesso, troppo legata all’aspetto biologico, per sostituirla con i termini identità di genere e orientamento sessuale; in tal modo ognuno, in base ai propri desideri e al proprio sentire, potrà scegliersi il proprio orientamento sessuale tra i circa sessanta orientamenti presenti nel catalogo LGBTIQIA".

"L’ideologia di genere – per chi non lo sapesse, afferma Cerrelli - è imposta da una governance mondiale, che opera in tutti gli ambiti e a tutti i livelli, da quello lavorativo, a quello giuridico, a quello dei media, a quello della moda, etc. e ha come ambito privilegiato il mondo della scuola; i promotori di tale ideologia si servono di associazioni LGBTIQA, o di associazioni appartenenti alla galassia delle associazioni di sinistra, ma anche di docenti compiacenti, legati generalmente anch’essi al mondo della sinistra, presenti perlopiù in ogni scuola, per veicolare - agli studenti ancora in fase di maturazione e di una definizione della propria identità sessuale - una pericolosa propaganda a favore di questa antropologia, che privilegia la fluidità sessuale e l’esaltazione di un’assoluta autodeterminazione dell’identità sessuale, basata sull’auto percezione delle emozioni".

"Tutto ciò – sostiene Cerrelli - è condito dall’incoraggiamento ai docenti, da parte del Ministero dell’Istruzione, di attuare piani, programmi e raccomandazioni ministeriali, mediante progetti didattici, che senza un contraltare, fanno propaganda a temi imposti all’Italia dall’Unione Europea, come l’omofobia, la non discriminazione e la libertà, letti, tuttavia, con lenti ideologiche, che tendono a voler omologare e orientare i più giovani a sposare l’ideologia gender, che tende a cancellare le identità sessuali, a favore di una sessualità sempre più liquida".

"In Svezia, a tal proposito, - osserva Cerrelli - ove si attua da più tempo questo indottrinamento, si registra un incremento di bambini “sessualmente incerti” che si rivolgono alle strutture specializzate alla ricerca di un’assistenza medica: come stupirsi di questi dati se l’obiettivo dichiarato di tali interventi, che vanno a toccare le identità in formazione dei più piccoli, è consapevolmente mirato a “dare libertà” e togliere certezze sul genere?"

"Diciamo, pertanto, basta all’indottrinamento che vuole snaturare i nostri figli. Difendiamo i nostri figli da un’ideologia che vuole manipolare il reale, modificando le parole e costruendo ruoli artificiali; riscopriamo, invece, - conclude Cerrelli - la bellezza dell’identità, al contrario del globalismo che vuole cancellare le nostre radici e le nostre tradizioni".

La Consigliera Marisa Luana Cavallo, da parte sua, afferma: ”Non siamo omofobi e la nostra non è una presa di posizione contro gli omosessuali, a differenza di molti che li considerano diversi e li categorizzano, per noi, al contrario, sono persone e in quanto tali vanno rispettati".

"Il nostro dissenso – continua la Cavallo - è invece nei confronti di chi a scuola strumentalizza i temi della libertà e dell’uguaglianza per inserire invece in maniera del tutto sottile e subdolo l’ideologia del gender che mira a sostituire - come è stato fatto ultimamente dal governo Conte e prima ancora dal governo Renzi - i termini madre e padre con genitore 1 e genitore 2".

"I bambini, con buona pace dell’ideologia gender e dei suoi sostenitori, - conclude la Consigliera Cavallo - hanno il diritto di avere un papà e una mamma. Non si può soddisfare l’egoismo degli adulti a scapito dei più piccoli che non hanno la possibilità di scegliere".

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