Crotone, presunta corruzione in appalti: soldi per funzionari Asp e per l'ospedale di Lamezia

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  10 ottobre 2026 12:08

 Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione: sono le accuse contestate dalla procura della Repubblica di Crotone a 13 persone raggiunte da un avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale. LEGGI QUI LA NOTIZIA

Tra i soggetti destinatari del provvedimento figurano il titolare di una serie di imprese operanti nel settore sanitario che, per il tramite di propri dipendenti e liberi professionisti, avrebbe corrisposto a funzionari e medici delle aziende sanitarie provinciali di Crotone e Lamezia Terme denaro e altre utilità per far ottenere appalti per la prestazione di servizi e la fornitura di attrezzature alle aziende in questione. Aziende come la Fas Hospital, la Endo Ospital, Meditecnika, Starbene, tutte convenzionate con il sistema sanitario nazionale, che fanno capo all’imprenditore Michele Maffei. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, Maffei avrebbe creato provviste di denaro in nero attraverso operazioni inesistenti con le quali avrebbe corrisposto tangenti a pubblici ufficiali delle aziende sanitarie. 

 In particolare al primario di Ortopedia dell’ospedale civile di Crotone, Francesco Pio Oliverio, che nelle gare da lui gestite per l’acquisto di protesi sanitarie avrebbe indicato caratteristiche peculiari dei prodotti commercializzati da Maffei, acquisti che a volte sarebbero avvenuti anche senza previa pubblicazione di un bando; al direttore della farmacia interna dell’Asp di Lamezia Terme, Josè Francisco Aloe, che avrebbe autorizzato l’ordine di protesi o materiale sanitario con caratteristiche corrispondenti ai prodotti commercializzati dalle aziende di Maffei per un fatturato che i finanziari hanno quantificato in 470 mila euro tra il 2017 e il 2021.

Nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione commessa dal pubblico ufficiale figurano inoltre l’ex direttore generale facente funzioni dell’Asp di Crotone, Francesco Masciari; il capo dipartimento programmazione e controllo della stessa Asp, Angelina Rizzuti e un altro funzionario nel frattempo deceduto che avrebbero orientato la riorganizzazione della rete territoriale dell’Asp in favore delle aziende di Maffei e, inoltre, avrebbero favorito l’accreditamento delle ditte Starbene e Life con il servizio sanitario nazionale per la prestazione di servizi di assistenza a soggetti autistici e di assistenza domiciliare.