Crotone, Riesame conferma sequestro da 62mila euro a Tomaino: la difesa ricorre in Cassazione

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Crotone, Riesame conferma sequestro da 62mila euro a Tomaino: la difesa ricorre in Cassazione


  09 ottobre 2026 11:37

Il Tribunale del Riesame di Crotone ha confermato il sequestro preventivo sulle polizze e sul rapporto finanziario riconducibili a Fabio Tomaino per un valore di 62.482,24 euro. Gli avvocati difensori di Fabio Tomaino, l'Avv. Francesca Parise e il collega Antonello Talerico, sottolineano come la lettura integrale del provvedimento non affermi in alcun modo la responsabilità dell'indagato, segnandone al contrario con chiarezza i limiti.

Lo stesso Collegio giudicante ha chiarito che in questa fase cautelare non può valutare la fondatezza dell'accusa, poiché i fatti sono contestati solo «provvisoriamente» e ogni accertamento definitivo spetta al dibattimento. Il vincolo è stato mantenuto «allo stato degli atti», non per dimostrata colpevolezza. Sul fronte difensivo, sono stati prodotti i prospetti dei rimborsi a giustificazione degli assegni ed è stato documentato che il versamento alla società di cartolarizzazione costituiva il pagamento a saldo e stralcio di un debito contratto come fideiussore, circostanza riconosciuta espressamente dal Tribunale. 

La difesa evidenzia inoltre che tra gli atti a disposizione non figurava il verbale di perquisizione del 24 luglio, atto che raccoglie la documentazione giustificativa delle operazioni bancarie. Anche il collegamento tra il denaro degli assegni e le polizze non è ritenuto provato, ma definito dai giudici «verosimile», pur prendendo atto che sul conto di Tomaino confluivano lo stipendio e i rimborsi previsti dallo Statuto e che la giacenza superava l'importo contestato. Gli investimenti, effettuati a distanza di mesi o anni dall'incasso, sono stati disposti dal conto personale dell'interessato, a suo nome e con causali esplicite, configurando operazioni pienamente tracciabili e difficilmente leggibili come tentativi di occultamento.

Da qui la decisione di procedere con il ricorso per Cassazione già annunciato dalla difesa, mentre il Tribunale rimanda al giudizio ogni valutazione sulla responsabilità. Come sottolineato dai legali, il compito dell'avvocato nel rispetto deontologico non è quello di alimentare polemiche mediatiche o di commentare impropriamente i provvedimenti, bensì di impugnarli nelle sedi competenti a tutela rigorosa dei diritti del proprio assistito.