Crotone, traffico reperti archeologici: il Riesame scarcera tutti gli indagati

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  08 gennaio 2026 20:01

 Sono tornate tutte in libertà le nove persone che erano state arrestate lo scorso 12 dicembre con l’accusa di aver organizzato un articolato traffico di reperti archeologici con l’aggravante di aver agevolato la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Catanzaro ridimensionando l’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia sfociata nelle scorse settimane nell’operazione 'Scylletium' dei carabinieri del Gruppo tutela patrimonio culturale e del comando provinciale di Crotone che aveva portato all’arresto di 9 persone, due in carcere e sette ai domiciliari.

Secondo le risultanze dell’indagine avrebbero sistematicamente depredato i parchi archeologici di Roccelletta di Borgia (Catanzaro), Monasterace (Reggio Calabria), Capo Colonna ed altre aree private nella provincia di Crotone, avendo costituito una vera e propria squadra di ‘tombaroli’ che, con un’organizzata ed articolata spartizione di competenze, avrebbe alimentato il mercato clandestino di materiale archeologico.

Al vertice ci sarebbero state due persone, ritenute dagli inquirenti legate alla cosca Arena, impegnate sia nell’attività di ricerca clandestina dei reperti che nella loro commercializzazione. Nello specifico, avrebbero organizzato e diretto il gruppo criminale, programmando la realizzazione dei singoli delitti e partecipandovi direttamente. Di diverso avviso, evidentemente, i giudici del Riesame che nei giorni scorsi avevano già rimesso in libertà Vincenzo Godano, indicato come il promotore dell’organizzazione, ed ora hanno revocato la custodia in carcere anche a Roberto Filoramo, l’altro uomo ritenuto al vertice del sodalizio. Inoltre hanno lasciato i domiciliari Giuseppe Guarino, Carmine Minarchi, Michele Nicoscia, Luca Filoramo, Francesco Salvatore Filoramo, Francesco Caiazzo e Nicola Filoramo. 


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