
Trasformare un’azienda di trasporto pubblico in un laboratorio nel quale organizzazione, dati e tecnologia possano essere progettati come parti dello stesso sistema.
È questa la prospettiva più ampia nella quale si colloca Omnibus Next, un percorso che punta a mettere in relazione la conoscenza profonda dei sistemi di trasporto con l’ingegneria dei processi, la ricerca tecnologica e la formazione delle nuove competenze.
L’obiettivo è duplice: da una parte sviluppare un metodo di ingegnerizzazione dei processi applicato alla mobilità, capace di analizzare e migliorare progressivamente il funzionamento dell’organizzazione; dall’altra sperimentare soluzioni ad alto valore tecnologico di traffic intelligence, in grado di trasformare i dati prodotti dal sistema di trasporto in strumenti per migliorare le performance operative e l’infomobilità.
DALL’ESPERIENZA NEL TRASPORTO ALL’INGEGNERIZZAZIONE DEI PROCESSI
A guidare questo percorso per AMC è il direttore generale Luca Brancaccio, ingegnere con una lunga esperienza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti e con responsabilità maturate nei sistemi ferroviari, metropolitani e automobilistici.
Nel corso della propria attività professionale Brancaccio ha ricoperto incarichi di responsabilità in EAV, occupandosi, tra l’altro, di infrastrutture, materiale rotabile, parco autobus, produzione e direzione di esercizio. Un patrimonio di competenze che oggi trova applicazione a Catanzaro in una visione precisa: considerare la tecnologia non come un elemento aggiuntivo rispetto al trasporto pubblico, ma come uno strumento attraverso il quale riprogettare e rendere misurabili i processi che ne determinano il funzionamento.
Il punto di partenza è quindi l’azienda reale: mezzi, personale, esercizio, infrastrutture, servizi, informazioni e rapporto con l’utenza.
L’ingegnerizzazione di questi elementi permette di individuare processi, relazioni e indicatori, costruendo progressivamente un modello nel quale le decisioni possano essere supportate da informazioni sempre più strutturate e dalla capacità di leggere ciò che accade sulla rete.
È un approccio che supera il concetto tradizionale di digitalizzazione. Non si tratta semplicemente di trasferire su una piattaforma digitale attività precedentemente analogiche, ma di utilizzare la tecnologia per comprendere, misurare e migliorare il funzionamento complessivo del sistema.
JARVIT, TECNOLOGIA CON RADICI A CATANZARO E VISIONE INTERNAZIONALE
Accanto alla conoscenza del dominio trasportistico interviene la componente tecnologica rappresentata da Jarvit.
L’azienda è rappresentata nel progetto da Francesco Alcaro, fondatore e Chief Executive Officer con delega alla ricerca e sviluppo.
Jarvit è una realtà tecnologica con un forte legame con Catanzaro ma con una dimensione e una visione internazionali, impegnata nello sviluppo di sistemi software complessi, piattaforme enterprise, cybersecurity e attività di ricerca e sviluppo applicate, tra gli altri ambiti, alla mobilità, al traffico e ai sistemi intelligenti.
La logica di Omnibus Next nasce proprio dall’incontro tra queste due competenze.
AMC porta la conoscenza dell’esercizio, dei processi e delle problematiche concrete che caratterizzano quotidianamente un sistema di trasporto pubblico. Jarvit porta capacità di ricerca, progettazione e sviluppo tecnologico, traducendo esigenze operative e modelli di processo in architetture software, sistemi di raccolta e trattamento dei dati e soluzioni di traffic intelligence.
Il risultato che si intende perseguire non è quindi la semplice introduzione di singoli strumenti tecnologici, ma la costruzione progressiva di un metodo nel quale processo e tecnologia evolvano insieme.
DALLA DIGITALIZZAZIONE ALLA TRAFFIC INTELLIGENCE
Uno degli ambiti centrali del percorso è quello della traffic intelligence.
Un sistema di mobilità genera continuamente informazioni: posizione dei mezzi, tempi di percorrenza, fermate, regolarità delle corse, ritardi, condizioni della rete e interazioni con i servizi digitali.
Il valore non risiede soltanto nella disponibilità di questi dati, ma nella capacità di metterli in relazione e trasformarli in conoscenza utilizzabile.
La traffic intelligence punta proprio a questo: costruire strumenti capaci di rappresentare ciò che sta accadendo sulla rete e utilizzare questa conoscenza sia per supportare chi governa il servizio sia per migliorare le informazioni destinate ai cittadini.
Performance operative e infomobilità diventano così due facce dello stesso sistema informativo.
In questo contesto si inserisce anche OMNIBUS, piattaforma attualmente in uso pilota presso AMC, attraverso la quale vengono progressivamente sperimentati alcuni degli elementi tecnologici e di integrazione previsti dal percorso.
LA SCUOLA COME TERZO PILASTRO DEL PROGETTO
Accanto all’azienda di trasporto e alla componente tecnologica, Omnibus Next introduce un terzo elemento: la formazione.
Il partenariato avviato con l’Istituto Tecnico Tecnologico “Ercolino Scalfaro” di Catanzaro rappresenta il primo passo di un progetto che intende progressivamente coinvolgere anche altri istituti scolastici, creando una rete di collaborazione tra il sistema della mobilità, l’impresa tecnologica e il mondo della formazione.
Lo Scalfaro assume così il ruolo di primo laboratorio di questo modello.
L’obiettivo non è soltanto avvicinare gli studenti al mondo del lavoro, ma permettere loro di confrontarsi con problemi reali, dati reali e tecnologie concretamente applicate alla mobilità.
L’esperienza di Danilo Tallarico, studente della classe IV E dell’indirizzo Informatica dello Scalfaro e ideatore di PassaIlBus.it, ne rappresenta già un esempio concreto.
La piattaforma sviluppata dallo studente consente di visualizzare la posizione dei mezzi pubblici in servizio sul territorio calabrese, individuare la prossima fermata prevista per la linea selezionata e calcolare in tempo reale l’eventuale ritardo accumulato dall’autobus.
Un progetto nato in ambito scolastico che dimostra come le competenze sviluppate dagli studenti possano essere messe in relazione con problematiche reali del trasporto pubblico e con i temi della localizzazione, dei dati e dell’infomobilità.
L’intenzione è estendere progressivamente questo modello.
Altri istituti potranno essere coinvolti nel percorso, anche valorizzando competenze differenti: informatica, elettronica, telecomunicazioni, meccatronica e, più in generale, tutte quelle discipline che possono trovare applicazione nella trasformazione tecnologica della mobilità.
UN ECOSISTEMA TRA TRASPORTO, TECNOLOGIA E FORMAZIONE
Omnibus Next prova quindi a mettere intorno allo stesso tavolo tre mondi che tradizionalmente operano su piani differenti: chi gestisce quotidianamente il trasporto pubblico, chi sviluppa tecnologia e chi forma le competenze che entreranno nel mercato del lavoro nei prossimi anni.
AMC diventa il luogo nel quale osservare i problemi reali e sperimentare nuovi modelli organizzativi e tecnologici.
Jarvit mette a disposizione capacità di ricerca, ingegneria e sviluppo di tecnologie ad elevata complessità.
La scuola introduce nel sistema competenze, idee e nuove generazioni, trasformando la formazione da elemento esterno a parte integrante del processo di innovazione.
Da Catanzaro prende così forma un laboratorio nel quale innovazione della mobilità, ingegnerizzazione dei processi, traffic intelligence e formazione possono essere affrontate come componenti di un unico sistema.
Un modello che parte dal territorio ma guarda oltre il territorio: non con l’obiettivo di introdurre semplicemente nuove tecnologie, ma di costruire conoscenza, metodo e competenze capaci di rendere la mobilità progressivamente più misurabile, efficiente, intelligente e accessibile ai cittadini.
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