Da Isola Capo Rizzuto al sogno "Sanremo": a tu per tu con Christian Bruno

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images Da Isola Capo Rizzuto al sogno "Sanremo": a tu per tu con Christian Bruno


  18 ottobre 2025 16:45

di GAETANO MARCO GIAIMO

Il sogno di arrivare al cuore delle persone con le proprie parole e le proprie note, muovendo emozioni e dando conforto: è da qui che parte il percorso di Christian Bruno, 18 anni, di Isola di Capo Rizzuto, che ha da poco firmato il suo primo contratto con la Orange Record Music di Roma e presenterà a breve "Sento che", suo brano inedito che farà da apripista nel percorso biennale intitolato "Progetto Sanremo", che lo vedrà impegnarsi per arrivare sul palco dell'Ariston in questo periodo di tempo. 

L'INTERVISTA

Christian, come ci si sente ad aver messo il primo mattone nella costruzione della tua carriera musicale?

Non ti nego che l'ansia e la tensione c'è, soprattutto in questi ultimi giorni perché a breve uscirà il mio primo singolo e non so cosa aspettarmi dalla gente, poi io sono un tipo che si preoccupa molto e che tende a lasciarsi abbattere. Come ci si sente... Fin da piccolino ho avuto il sogno di diventare musicista non per il successo ma perché la musica è qualcosa che ti fa stare bene: ciò che mi rende unico è suonare la chitarra mentre canto, senza questo non sono nessuno. "Sento che" parla di questa esigenza: tutti noi abbiamo un sogno nel cassetto e a volte lo molliamo perché lo riteniamo irraggiungibile. Questo brano ti aiuta a credere in te stesso e a non mollare mai. Molti pensano che dovresti avere un piano B: per me basta il piano A, basta perché se ci credi lo raggiungi. In questi mesi sto vivendo un sogno: sto viaggiando, incontro persone, faccio nuove esperienze che mi aiutano a formarmi sia artisticamente che come essere umano.

Dicci qualcosa di te: da dove nasce la tua passione per la musica? Quanto l'ambiente attorno a te ti ha dato modo di coltivare il tuo talento?

Sin da piccolo già strimpellavo su batteria e chitarra, ho iniziato prendendo lezioni private per poi entrare in un'accademia per 3-4 anni. Ho frequentato il Liceo Musicale "Gravina" di Crotone nel quale mi sono diplomato quest'anno, avendo l'opportunità di costruire me stesso non solo come musicista ma anche come ragazzo, sono arrivato bambino e ne sono uscito maturo, anche perché sono di animo ribelle, non so stare fermo e il Liceo mi ha educato a controllare questo lato della mia personalità. Ho studiato musica, teoria, analisi e composizione, storia della musica, tecnologie musicali, scegliendo come primo strumento la chitarra e come secondo la batteria. Ho voluto continuare a studiare frequentando il Conservatorio ma non è facile con i numerosi viaggi che sto compiendo, nonostante ciò mi impegno perché non si finisce mai di imparare. Sto realizzando piano piano i miei sogni e spero potranno diventare realtà. 

Il mondo della musica può spaventare: cosa ti spinge a voler inseguire questa scelta di vita?

Ovviamente mi spaventa molto questa scelta, anche perché ho paura di non riuscire a trasmettere quello che voglio. Mi abbatto molto e infatti il mio produttore Nando Di Stefano spesso mi riprende per questo. La gente a volte è strana al mondo d'oggi, viviamo tra artisti che non sono artisti se vogliamo dire la verità, c'è tanta gente che di musica non capisce niente, che nasconde le stonature con autotune ed effetti. Comunque il mio sogno mi dà il coraggio e la forza di andare avanti, quello che voglio creare in futuro è instaurare un rapporto con la mia gente, che loro si rivedano nelle mie canzoni e utilizzino la mia musica come una cura. 

A livello musicale, quali sono le tue maggiori ispirazioni?

Sono un grande fan di Gianluca Grignani, oltre ad essere un cantante bravissimo penso sia musicista e autore di grandissimo livello, mi ci rivedo molto, infatti il secondo brano a cui sto lavorando mi ricorda "L'aiuola". Sono stato anche ispirato da David Gilmour, il chitarrista dei Pink Floyd, da Bob Dylan, dai Queen: ascolto molta musica che ha fatto la storia sia in Italia che all'estero, quindi riprendo molto dal pop-rock.

Raccontaci un po' il percorso che ti ha portato alla firma del tuo primo contratto discografico.

Prima di firmare questo contratto sono stato un artista che ha cercato sempre di esibirsi perché volevo sempre il contatto con il pubblico. Quest'estate ho aperto il concerto di Cecè Barretta a Isola di Capo Rizzuto in Piazza del Popolo, è stata un'occasione importantissima perché mi sono esibito davanti a 8-9000 persone con due cover in acustico a chitarra e voce, facendomi conoscere e spero apprezzare dal pubblico con un brano di Alex Britti e uno di Enrico Nigiotti. Mi sono esibito anche con un progetto scolastico al Teatro Rendano di Cosenza, ho avuto esperienze musicali in diversi teatri, ho fatto anche il fonico: insomma, ho toccato tanti tasti della musica e adesso sono arrivato ad essere un cantautore, che è il volto che mi rappresenta di più. Mi sono esibito molto nel mio paese e ringrazio per questo l'Amministrazione e il Sindaco.

A breve uscirà il tuo primo brano inedito, "Sento che": di che canzone si tratta? Che messaggio vuole trasmettere?

Ho iniziato a scrivere "Sento che" mentre ero a casa al mare questa estate. La canzone nasce da un'esigenza interiore: voglio mandare il messaggio che nei sogni non bisogna solo crederci ma serve anche coltivarli con forza di volontà e costanza. Per me è un traguardo aver firmato un contratto discografico ed è stato un percorso complesso che ha richiesto tanto tempo, eppure gli ostacoli mi hanno fatto capire che sono io a vivere il sogno. Non bisogna negare che le difficoltà ci saranno eppure non sono un punto, si tratta di una parte del percorso e non bisogna mollare: ci sarà sempre qualcuno che proverà a metterti i bastoni fra le ruote ma tu devi fare il tuo perché è la cosa più importante, non devi permettere a nessuno di distruggere il tuo sogno. Nel mondo di oggi non abbiamo più pudore, non ci freniamo più, le critiche sono feroci e a volte ti spezzano, bisogna avere una forte personalità davanti ai commenti inappropriati, che a volte arrivano addirittura ad offendere senza avere idea del lavoro che c'è dietro a un brano. 

Con la tua etichetta, la Orange Record Music, hai avviato il "Progetto Sanremo": di cosa si tratta? 

Questa estate ho firmato il mio primo contratto, dalla durata biennale e che prevede la creazione e promozione di brani, la distribuzione di pezzi in radio e tv con lo scopo di portarti a Sanremo entro il suo termine. È un progetto che ti forma artisticamente a 360° perché ti fa fare esperienze nuove, hai contatti con giornalisti, tv, inizi ad esporti al pubblico, a fare le tue serate e i tuoi concerti. Lo scopo è creare un repertorio per mettere in piedi un concerto di un'ora/un'ora e mezza fatto di tuoi brani. Stiamo già iniziando a lavorare e a selezionare il brano giusto da poter immagazzinare e poi inviare alla selezione di Sanremo Giovani: scegliere con cura la canzone giusta è la parte più importante. Io consiglio questo percorso a tutti perché basta fare la richiesta contattando la casa discografica, che organizzerà un provino e in base ai risultati potrai entrare e fare questa esperienza importante che ti fa capire davvero come funziona il mondo della musica e dello spettacolo.

Oltre alla musica, che altre passioni hai?

La mia passione principale è sempre stata solo la musica. A volte non esco dallo studio per giorni però poi prendo una pausa e stacco tutto perché l'artista deve concentrarsi su sé stesso anche come persona. Amo andare a vedere concerti ma un'altra parte importante della mia vita sono gli amici: dovessi avere la fortuna di diventare qualcuno non trascurerò mai i miei cari, è importante tenersi stretti le persone giuste. Amici e famiglia sono fondamentali per me. Mi piace andare al mare, fare la vita quotidiana che fanno tutti al di fuori dello studio di registrazione.

È difficile avviare il proprio percorso da musicista di successo partendo dalla Calabria?

Hai toccato un punto molto importante di cui voglio parlare. La Calabria è un posto bellissimo, affascinante, abbiamo luoghi straordinari, però comunque - e questa cosa la dico con molto rammarico - molti paesi calabresi nel mio lavoro sono amanti degli estranei. Credo che questo sia ingiusto perché così facendo non aiutiamo gli artisti emergenti calabresi, che in realtà sono numerosi e spesso davvero bravi. I produttori di Roma e Milano dicono sempre che i musicisti migliori sono quelli del Sud: diamo spazio agli artisti calabresi, evitiamo di chiamare artisti di fuori perché c'è tantissima gente con qualità eccelse. I giovani che sanno suonare non ricevono spazio, come me che son dovuto andare fuori. Siamo un po' arretrati nel mondo della musica perché non abbiamo etichette discografiche stabili e noi artisti emergenti siamo costretti a spostarci e poi non ritorniamo più. La musica mi porterà a spostarmi sempre più lontano e questo mi fa sentire triste perché è brutto lasciare la propria terra: la Calabria resta sempre la Calabria. 

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere agli altri giovani calabresi che vogliono affermarsi nel mondo della musica?

Più che un messaggio mi sento di dare un consiglio: studiate tanto senza pensare al successo, che verrà da sé, l'importante è voler trasmettere qualcosa all'animo della gente con le tue note e le tue parole. Da giovanissimi bisogna apprendere il più possibile, poi finendo le scuole ci si può approcciare al mondo della musica vera e propria come ho fatto io. Imparare tanto, crederci sempre, ascoltare le critiche costruttive e lasciar perdere gli insulti e i commenti negativi sono le buone abitudini da mettere in pratica. Il mestiere dell'artista non è facile perché sei sempre sotto i riflettori e rischi in ogni istante di venire attaccato: l'importante è mantenere la freddezza, altrimenti si molla subito.

 


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