Danni maltempo: il sindacato ACAI chiede concretezza

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Danni maltempo: il sindacato ACAI chiede concretezza


  20 febbraio 2026 15:23

Una terra devastata, il settore agricolo completamente in ginocchio. Le ripetute ondate di maltempo che si sono abbattute negli ultimi mesi hanno portato allo scoperto tutte le fragilità della nostra Regione.
Ancora una volta, e non è la prima, la Calabria si è scoperta vulnerabile, fragile, indifesa.
Dopo le emergenze dei primi giorni, con i soccorsi portati alle popolazioni maggiormente colpite e gli interventi di messa in sicurezza dei tratti più devastanti, permangono però situazioni di ulteriore criticità.
Il comparto agricolo, sul quale si basa l’economia di gran parte della nostra Regione, è letteralmente in ginocchio. Interi campi sono andati distrutti dalla forza del vento che ha sferzato i nostri territori, altri sono letteralmente scomparsi allagati dalle abbondanti piogge o sommersi dal fango e dai detriti provenienti dalle esondazioni di torrenti e fiumi. Tante, troppe, sono le aziende che hanno alzato bandiera bianca o che saranno costrette a farlo perché, ancora una volta, non si è lavorato prima per arginare gli effetti di fenomeni atmosferici sicuramente straordinari ma non per questo imprevedibili.
A questi territori in ginocchio, a queste aziende in estrema difficoltà bisogna, adesso, dare immediate risposte per non ripetere gli errori del passato, ferite ancora aperte e sanguinanti sulla pelle della popolazione calabrese.
C'è il rischio, concreto, che si ripeta quanto accaduto nell'ottobre 2024 quando una vasta area della nostra regione tra i comuni di Curinga, San Pietro a Maida, Maida, Iacurso e Cortale fu letteralmente distrutta dal maltempo e per la quale, a distanza di alcuni mesi, tanti problemi sono rimasti senza una soluzione. Esempio eclatante di una mancato intervento è il ponte sul fiume Cottola che crollò a seguito della piena del torrente ingrossato da abbondanti precipitazioni.
Il ponte sul fiume Cottola, in agro di Maida e San Pietro a Maida, non è solo un’infrastruttura danneggiata o mancante: è diventato il simbolo di una Calabria ostaggio della burocrazia. Mesi e mesi di attese, carte, pareri, conferenze e competenze incrociate hanno prodotto un solo risultato concreto: il nulla. Nessuna ricostruzione, solo disagi crescenti per cittadini, agricoltori e imprese.
È inaccettabile che un’opera pubblica di evidente utilità resti bloccata per un tempo indefinito a causa di un sistema amministrativo che sembra progettato per rallentare, non per risolvere. Ogni volta emerge un nuovo parere da acquisire, un nuovo ufficio da coinvolgere, un nuovo vincolo da superare. Provincia, Regione, Magistratura: una catena infinita di passaggi che, invece di garantire efficienza e tutela, produce immobilismo e frustrazione. Nel frattempo, a pagare sono sempre gli stessi: i cittadini con costi aggiuntivi, insicurezza e sfiducia nelle Istituzioni.

La tutela ambientale e il rispetto delle norme sono principi sacrosanti, ma non possono diventare l’alibi dietro cui si nasconde l’incapacità di decidere. Quando la burocrazia diventa più pericolosa del problema che dovrebbe risolvere, allora qualcosa non funziona. E nel caso del ponte sul Cottola, è evidente che il sistema si sia inceppato da troppo tempo.

Per questo oggi non bastano più promesse o rassicurazioni di rito. Serve un intervento politico forte, diretto e risolutivo. Serve che il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, assuma personalmente la regia di questa vicenda, sbloccando le procedure, imponendo tempi certi e superando i rimpalli tra uffici ed enti.
Per questo come Associazione di categoria del mondo agricolo – Sindacato A.C.A.I. chiediamo, al Presidente Occhiuto, pubblicamente e con forza, di intervenire. Di farsi carico di questa vicenda e di restituire un’infrastruttura essenziale. Il ponte sul Cottola non è solo cemento e acciaio: è dignità, sicurezza e futuro.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.