Davoli. Niente vaccini al Polifunzionale, Federfarma Catanzaro chiede un parere al Nazionale

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Il dott. Vincenzo Defilippo
  03 agosto 2021 19:57

Non tarda ad arrivare la replica di Federfarma Catanzaro, per tramite del presidente, il dottore Vincenzo Defilippo, in merito all’articolo della dottoressa Angela Fiorenza sui locali adibiti alla somministrazione di vaccini anti-SARS-Cov-2 in farmacia a Davoli.

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La locale Federfarma ha chiesto a Federfarma Nazionale un parere in merito: 

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"In riferimento alla richiesta di un parere in merito alla legittimità della scelta di una Farmacia della Provincia di Catanzaro di effettuare la somministrazione delle vaccinazioni antiSARS-CoV-2 all’interno di locali di proprietà del Comune, distanti 400 metri dalla Farmacia stessa, si precisa quanto segue.

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L’Accordo quadro nazionale siglato il 29 marzo scorso da Governo, Regioni, Province Autonome di Trento e Bolzano, Federfarma e Assofarm, per quanto riguarda gli ambienti da destinare all’attività di somministrazione sottolinea che “è da privilegiare l’esecuzione del vaccino seguendo percorsi in apposita area esterna, pertinenziale alla farmacia, ovvero – valutate le caratteristiche logistiche e di sicurezza degli spazi interni – anche in area interna alla farmacia, purché quest’ultima sia separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività ordinarie e sia opportunamente arieggiata in modo tale da garantire un costante ricircolo d’aria. È comunque possibile eseguire il vaccino a farmacia chiusa.”

La ratio di tale indicazione è quella di mantenere uno stretto collegamento tra l’erogazione del servizio e la farmacia che ne cura l’effettuazione, anche alla luce del fatto che la
somministrazione di vaccini si innesta integralmente nella prestazione dei servizi riservati alle farmacie ai sensi del Decreto Legislativo n. 153/2009 e anche tale prestazione deve essere direttamente riconducibile alla farmacia che la eroga.

Nella stessa ottica, il protocollo operativo siglato da Federfarma Calabria con la Regione stabilisce che “sarà a cura dei farmacisti l’organizzazione di ‘punti di vaccinazione territoriali’ (PVT) presso le farmacie o anche in altri locali idonei nelle vicinanze delle stesse, ove predisporre tutte le attività necessarie alla somministrazione delle dosi per la campagna vaccinale anti COVID19.”

Non appare pertanto praticabile in linea generale, a norma dell’Accordo nazionale e di quello regionale, la possibilità per il farmacista di somministrare vaccini in locali autonomi e distinti dalla farmacia, non riconducibili alla farmacia stessa, ubicati a una distanza considerevole.

Deroghe eccezionali a tale regola possono essere, di volta in volta, valutate in presenza di obiettive ragioni, tali da rendere impossibile la somministrazione dei vaccini alle condizioni previste dai suddetti accordi (impossibilità della farmacia di disporre di spazi esterni anche non adiacenti alla farmacia, quali gazebo, di effettuare la somministrazione a farmacia chiusa ovvero di utilizzare locali di pertinenza della farmacia e adiacenti alla stessa). 

Tali deroghe eccezionali possono, tuttavia, necessariamente essere ammesse solo in accordo con il Comune interessato e con la Federfarma locale, nell’ottica di conciliare anche i legittimi interessi di tutte le farmacie eventualmente presenti sul territorio comunale".

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