Debiti e risultati "alterati", la gestione del Comune di Cosenza messa a nudo dalla Corte

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Corte dei conti
  18 luglio 2019 23:31

La delibera 106 della sezione controllo della Corte dei Conti attiva la procedura del dissesto del comune di Cosenza. Verrà “appellata” da Palazzo dei Bruzi innanzi alle Sezioni riunite, prolungando i tempi della contesa giuridico-contabile. Se il sindaco Mario Occhiuto si è affrettato a rassicurare i cosentini dicendo che anche nella peggiore delle ipotesi: «le aliquote dei tributi comunali rimangono invariate», non significa che questo pronunciamento non dia un giudizio sulla gestione del riequilibrio dal 2011 in avanti. Ed è molto negativo. I debiti non sono nati con le giunte Occhiuto, ma la situazione del comune non è migliorata quando è stato guidato del candidato governatore di una parte di Forza Italia. Anzi, nei quattro esercizi considerati – i bilanci dal 2015 al 2018- il comune ha «fallito nei suoi obiettivi di risanamento», sentenziano i giudici contabili. Questo è il riassunto di 142 pagine di dispositivo che raccontano tanto.

“ALTERATI I RISULTATI DEI BILANCI”- Innanzitutto, sono pressoché confermati tutti i rilievi della delibera delle settimane scorse, la numero 66 (leggi qui), che già non era stata affatto clemente, richiamando l'esistenza di debiti occulti. Per recuperare i buchi del passato Cosenza doveva ridurre le spese e aumentare le entrate. Le seconde sono state parecchio deludenti (per ammissione dello stesso municipio) dato che le percentuali di riscossione sono rimaste estremamente al di sotto le aspettative, azzoppate da 16 milioni di euro di mancato gettito dall’evasione fiscale non introitata. Una conseguenza è che il fondo cassa è «esilissimo e integralmente pignorato». Ma anche sul contenimento delle spese, la Corte ha avuto qualcosa da ridire: «L’anomala e irregolare prassi che ha contraddistinto la gestione delle spese» ha prodotto, secondo i giudici, «l'impossibilità di verificare gli effettivi deficit di bilancio alterando, quindi, la trasparenza dei documenti contabili: una parte significativa della spesa non è infatti inclusa in tali documenti, e ciò ha alterato in melius i risultati di amministrazione». In pratica si sono nascosti gli scheletri dentro l’armadio o, meglio ancora, i debiti fuori bilancio. Ce ne sono da riconoscere «30 milioni» e ne restano da pagare «24», quantifica la Corte dei Conti.

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I DEBITI CON LA REGIONE, IL “BUCO NELL’ACQUA”- Fra i debiti fuori bilancio ci sarà quello grosso per i rifiuti (dal 2013 al 2018), dovuto alla Regione. Non contestato dal comune, il residuo ammonta a 9,6 milioni di euro. Più complessa la partita sulla fornitura idropotabile. Il credito vantato dalla Cittadella è ante 2004, quindi prima dell’arrivo della Sorical e presumibilmente dovrà essere riconosciuto giudizialmente. Secondo le controdeduzioni del comune le somme sarebbero prescritte, mentre la passività potenziali, per la Corte, arrivano a quasi 19,6 milioni di euro. Un gigantesco buco nell’acqua. Pendenze «non minimamente fronteggiate dal Comune con alcuno strumento prudenziale o tempestiva iniziativa legale», dice la Corte.

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BOCCIATE ANCHE LE MANOVRE FUTURE- Per buona parte della delibera i giudici si sono concentrati sul passato. Nell’ultima parte guardano al futuro e stroncano i piani di recupero previsti dal comune di Cosenza fino al 2021. Tutte le previsioni di incremento dei tributi sono definite «ambiziose» dai giudici contabili. Tanto da chiosare senza mezzi termini: «Appare di estrema evidenza che il Comune di Cosenza non è stato in grado di assumere idonee misure per garantire l'aumento delle riscossioni e lo smaltimento della spesa decorsi sei anni dal percorso di risanamento, e che, in assenza di eventi eccezionali - allo stato neppure prospettati - e tenuto conto di quanto esposto nella presente deliberazione, non potrà, nei restanti tre anni, recuperare il disavanzo pregresso non ripianato nonché l’ingente deficit formatosi durante la vigenza del piano». Insomma, finora la cura del riequilibrio non ha prodotto risultati e non è nemmeno credibile se proiettata nel futuro. La parola finale ora spetta alle Sezioni riunite.           

g.r.

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