
Nell’ambito del ciclo di incontri sull’arte contemporanea promossi dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Dialoghi sull’Arte, parte del Progetto PNRR INAR Italian Network of Artistic Research, di cui è soggetto capofila l’Accademia di Belle Arti di Torino, progetto fortemente voluto dal Direttore Prof. Pietro Sacchetti, a cura del Responsabile Scientifico Prof.ssa Giuseppina De Marco, giovedì 22 gennaio 2026 presso l’Aula Magna dell’Accademia dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 sarà presente Valentina Valentini, tra i massimi studiosi di arti performative e videoarte. E’ stata docente di Alta Qualifica presso il Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologie dell’Architettura dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove ha insegnato Arti performative e Arti elettroniche e digitali. Le sue ricerche si estendono al campo delle interferenze fra teatro, arte e nuovi media. Ha curato una monografia dedicata a Studio Azzurro (Percorsi fra video, cinema e teatro, 1995), le due antologie Le pratiche del video e Le storie del video (2003), importanti studi su Bill Viola (Vedere con la mente e con il cuore 1993, Testi e conversazioni 2021, Bill Viola. Tecnologie dell’intangibile 2024) e altri volumi che analizzano autori e opere d’arte elettronica e multimedia. È stata direttrice artistica della Rassegna Internazionale del Video d’Autore di Taormina Arte dal 1986 al 1995, dove ha presentato i lavori video e multimedia di artisti di fama internazionale.
Ha dedicato vari studi storici e teorici al teatro del Novecento: Teatro contemporaneo 1989-2019 (2020), Nuovo teatro Made in Italy (2015), pubblicato in inglese da Routledge (New Theater in Italy: 1963-2013), Drammaturgie sonore 1 (2012) e Drammaturgie sonore 2 (2021), Mondi, corpi, materie. Teatri del secondo Novecento (2007 in inglese pubblicato da Performance Research Books, 2014), Dopo il teatro moderno (1989), Il poema visibile. Le prime messe in scena delle tragedie di Gabriele D’Annunzio (1993), La tragedia moderna e mediterranea (1991). Ha affrontato studi sulle interferenze fra teatro e nuovi media (Teatro in immagine, 1987) e sulle arti elettroniche (Medium senza Medium 2015). Per Marsilio ha curato l’operazione editoriale sul teatro di Franco Scaldati (2020-2024) in otto volumi.

Pubblica su riviste nazionali e internazionali («Performance Research», «PAJ», «Biblioteca Teatrale», «Close Up», «Arabeschi»). È stata responsabile del network «Sciami» e ha diretto la webzine «Sciami|ricerche».
L’incontro con Valentina Valentini chiarirà che per comprendere meglio l'arte nata dall'uso delle nuove tecnologie bisogna tornare indietro nel tempo, agli anni '70, quando le Avanguardie ormai storiche varcarono i confini tra arte e non arte, tra interno ed esterno, tra natura e cultura, trasformando il fare arte e il vedere l’arte.

Valenti Valentini, amica personale e studiosa dell’arte di Bill Viola, ci introdurrà alla conoscenza del più apprezzato videoartista, che, come uno sciamano, si installa sulla soglia fra i due mondi, il Novecento e il nuovo millennio, sostenuto dalla credenza che la pratica artistica possa creare una nuova soggettività, che passa attraverso il laboratorio sperimentale delle nuove tecnologie. Scultore del tempo e pittore elettronico, come lo definì Maria Gloria Bicocchi, fondatrice del centro di ricerca fiorentino art/tapes/22, frequentato nel 1974 oltre che dal diciottenne Bill Viola anche da Jannis Kounellis, Joseph Beuys, Marina Abramovic. Bill Viola ritornò a Firenze nel 2017 con una vasta retrospettiva sul suo lavoro organizzata a Palazzo Strozzi, dal titolo Rinascimento Elettronico. A Firenze negli anni giovanili Viola comprese che l’arte non è fatta per i musei, ma sono i musei a essere fatti per l’arte. “I vecchi dipinti erano solo il punto di partenza. Non mi interessava appropriarmene o ri-rappresentarli – volevo entrare dentro a queste immagini... comprenderle, abitarle, sentirle respirare. In definitiva, mi interessava la loro dimensione spirituale, non la forma visiva. In generale, il mio obiettivo era quello di arrivare alla radice delle mie emozioni e alla natura della loro espressione. Negli anni della mia formazione, gli anni Settanta, quello era un posto dove non si andava, una zona proibita”. Con The Greeting nel 1995 Viola partecipò alla XLVI Biennale di Venezia. Nello stesso anno ricevette un dottorato honoris causa in Belle Arti dall’Università di Syracuse.
Su questi e altri temi fondanti della videoarte e dell’estetica contemporanea si tratterà nell’incontro con Valentina Valentini giovedì 22 gennaio presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.
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