Dieni (5 Stelle) punge Oliverio per la mancata concertazione sulle nomine dei commissari delle aziende sanitarie

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  06 giugno 2019 19:12

Venti di guerra soffiano ancora sulla sanità calabrese. In attesa della conversione in legge del Decreto Calabria, ora in seconda lettura al Senato, la deputata Cinque Stelle Federica Dieni punge il governatore Mario Oliverio per la rinuncia a "trattare" sulle nomine dei setti commissari (leggi qui) individuati dal generale Saverio Cotticelli.

«Il caso della mancata intesa sulle nomine dei commissari della sanità dimostra, ancora una volta, l’arroganza politica del governatore Oliverio e la sua distorta concezione del potere». Lo afferma, in una nota, Federica Dieni, deputato del Movimento 5 stelle. «Malgrado l’apertura dimostrata dai commissari governativi, che correttamente hanno inviato alla Regione l’elenco con i nominativi dei possibili responsabili delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria - aggiunge Dieni - il presidente Oliverio ha preferito evitare il necessario confronto istituzionale, peraltro auspicato dal Decreto Calabria, nel tentativo di indulgere in un vittimismo a buon mercato. Dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo per quasi cinque anni, nominando manager spesso impresentabili o confermando quelli che avevano prodotto debiti in spregio alle norme regionali, Oliverio recita la parte del politico disinteressato alla governance di un sistema affossato anche e soprattutto dalle sue scelte. Il gioco, però, è ormai scoperto e mette in luce solo una concezione privatistica delle istituzioni che esclude ogni tentativo di dialogo con altri autorevoli organi dello Stato». «Oliverio -sottolinea ancora la parlamentare - ha insomma preferito giocare la sua partita politica, in un’ottica di contrapposizione totale con il governo, piuttosto che dare il suo contributo per la scelta delle professionalità migliori per la guida delle aziende regionali. Una scelta irresponsabile, ancor più grave perché presa da un uomo che dovrebbe spendere il suo ruolo per migliorare la vita dei calabresi e, quindi, i servizi sanitari a loro disposizione».

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