
Di seguito la nota stampa del consigliere comunale Antonio Corsi.
Il tavolo del centrodestra, a mio parere, ha affrontato in maniera non molto approfondita le due questioni – tra di loro strettamente incrociate – delle elezioni provinciali e della raccolta firme per lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale. Se pure è positivo il fatto che dopo anni le forze del centrodestra abbiano sentito l’esigenza di parlarsi, non posso non segnalare il rischio che una decisione avventata possa cancellare la rappresentanza della città di Catanzaro dal prossimo Consiglio Provinciale. E’ del tutto evidente che il commissariamento del Comune – sempre che si raggiunga il numero di diciassette firme necessario – impedirebbe la partecipazione, sia passiva sia attiva, dei Consiglieri alla votazione di secondo livello. Con la conseguenza che nessun Consigliere catanzarese potrebbe candidarsi e quindi essere eletto e che quindi l’intera rappresentanza politica provinciale si sposterebbe verso l’area di Lamezia Terme.
Tale situazione si aggiungerebbe all’inevitabile stasi amministrativa – anche di soli quattro-cinque mesi – aggravando così lo stato di sofferenza della città ancora alle prese con gli ingenti danni dell’uragano Harry, esponendo cittadini e operatori commerciali a ritardi che non sarebbero compresi da nessuno.
Non riesco a capire la ratio di questa scorciatoia, visto che alla scadenza naturale del mandato di Fiorita mancano poco più di dodici mesi, un tempo assolutamente necessario al centrodestra per preparare un’alternativa seria e credibile, fondata su una nuova classe dirigente e non su improbabili “salvatori della Patria” di cui nessuno sente il bisogno. Io darò il mio contributo al rinnovamento, non ricandidandomi e considerando chiuso il mio lungo ciclo in Consiglio comunale dove ho cercato di fare del mio meglio. Conto solo, se me lo consentiranno, di dare un apporto di esperienza a coloro che avranno il compito di governare la città.
Detto ciò, ritengo che il tavolo del centrodestra, prima di avventurarsi in soluzioni non ponderate, avrebbe dovuto ragionare sulle cause che hanno determinato la vittoria di Fiorita e la situazione di “anatra zoppa” in Consiglio comunale. Nessuno può dimenticare che il centrodestra è andato diviso e senza una bussola alle elezioni e che, senza questa frammentazione, ci sarebbe stata una vittoria al primo turno. Né si può sottacere che una parte dell’attuale centrodestra ha sostenuto apertamente e ufficialmente Fiorita sia in sede di ballottaggio, sia in un lungo periodo in cui ha co-governato con lui, condividendone le responsabilità di governo. Alcuni di noi, senza nulla pretendere e chiedere, hanno assunto posizioni responsabili per non fare perdere finanziamenti e altre opportunità alla città. In ogni caso, il centrodestra aveva i numeri per mandare a casa Fiorita il giorno dopo la sua elezioni e anche per eleggere un proprio presidente del Consiglio comunale, ma in questo caso ha preferito “cederlo” al centrosinistra. Come si vede, nessuno può ergersi a paladino della coerenza.
Sul piano generale ritengo sia eticamente giusto che a giudicare l’operato di Fiorita, che ha commesso molti errori, alla fine del mandato sia il corpo elettorale . Che giudicherà anche tutti i consiglieri comunali che, in un modo o nell’altro, hanno condiviso questa strana e difficile esperienza politica e amministrativa.
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