
di FRANCESCO IULIANO
E’ un percorso pittorico tra spiritualità e contemporaneità quello che dal 9 al 22 maggio prossimo approda nel cuore di Cosenza.
“Segni di cura”, questo il titolo della personale di Massimiliano Ferragina allestita negli spazi del Duomo di Santa Maria Assunta.
L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per i 450 anni del miracolo della Madonna del Pilerio, episodio che, secondo la tradizione, segnò la liberazione della città dalla peste. Un anniversario che diventa occasione per rileggere, attraverso il linguaggio dell’arte, il rapporto tra fede e comunità.
Promossa dalle associazioni Think Tank Trust, Agorà e Alterego, con la collaborazione di UnirRc e del laboratorio MeTa, la rassegna è curata dalla storica e critica d’arte Mariateresa Bucceri. Obiettivo dichiarato è rendere omaggio a una figura profondamente radicata nella devozione popolare cosentina, simbolo identitario e presenza spirituale da secoli.
In esposizione dodici tele selezionate per l’occasione, tutte attraversate dal tema mariano. Tra queste, spicca una reinterpretazione dell’effige della Madonna del Pilerio: l’immagine tradizionale viene aggiornata attraverso uno sfondo stellato e segnato da graffi, metafora di un mondo ferito e bisognoso di cura.

Il filo conduttore dell’intero percorso è proprio quello della cura, declinata in chiave spirituale e sociale. «Ferragina – spiegano gli organizzatori – vuole comunicare il bisogno di sentirsi tutti figli. Solo così è possibile riscoprire una nuova fratellanza». Le opere dialogano tra loro e sollecitano una riflessione che intreccia fede e attualità, invitando il visitatore a un coinvolgimento personale.
“Segni di cura” propone una pittura gestuale e segnica, capace di mettere in relazione dimensioni teologiche, antropologiche e sociali, restituendo all’arte una funzione di interrogazione e di confronto con il presente.
Nato a Girifalco nel 1977, Ferragina si è formato tra filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Vive e lavora a Roma, dove porta avanti la sua attività di artista e promotore culturale. Nel suo percorso, esperienze internazionali a Parigi, Dublino e Copenaghen, oltre a un viaggio in Sud America, hanno contribuito a definire una ricerca artistica oggi presente in collezioni pubbliche e private in diversi Paesi.
Tra le opere pubbliche più rilevanti, il ciclo “Luce Nuova” nella cappella dell’aeroporto di Fiumicino, oltre a interventi pittorici in spazi sacri come il seminario di Albano Laziale e la cappella dei Santi Medici a Rionero in Vulture.
Una sua opera è esposta in modo permanente al Museo Limen della Camera di Commercio di Vibo Valentia, che lo riconosce come maestro di Calabria. Parallelamente all’attività artistica, Ferragina ha collaborato con L’Osservatore Romano e ha condotto rubriche radiofoniche e televisive dedicate all’arte contemporanea.

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