
La battaglia del sindaco Barillaro per tornare nella Provincia di Catanzaro lascia indifferente la classe politica del Capoluogo
02 marzo 2026 09:08di SERGIO DRAGONE
Confesso che leggere le affermazioni del sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, pubblicate da Il Sole-24 Ore, mi ha procurato una certa emozione. Nello spiegare il senso della sua iniziativa di fare ricongiungere il suo Comune ( e quelli limitrofi) alla vecchia Provincia di Catanzaro, il primo cittadino serrese ha usato un linguaggio semplice, pertinente anche sotto il profilo giuridico, ma soprattutto intriso di un vero amore verso il Capoluogo di Regione. Barillari non è un “capopopolo” isolato, è un sindaco che crede in quello che fa, gli sono accanto più di quattromila cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare. Se consideriamo che Serra conta seimila abitanti, compresi i bambini e i minorenni, si può dire che un’intera comunità si è stretta attorno al suo sindaco in una battaglia che è allo stesso tempo politica, identitaria e di cuore. “Io mi sento catanzarese”, ha detto Barillari senza mezzi termini, dicendosi determinato a portare fino in fondo la proposta, senza nascondersi le difficoltà che incontrerà sul suo cammino.
Quando dico che la Grande Catanzaro la stanno facendo gli altri sindaci, credo di non essere molto lontano dalla realtà. Sia Barillari che Zicchinella, quest’ultimo impegnato a favorire la realizzazione del Centro Sportivo dell’US a Simeri Mare, dichiarano entrambi di “sentirsi catanzaresi”. Per fare il sindaco ci vuole una dote che non si acquista al mercato e non acquisisce all’università: il coraggio.
Ovviamente, una politica sospesa tra chi vuole conquistare il potere con ogni mezzo e chi se lo difende a tutti i costi, non ha tempo per analizzare questi fenomeni, studiarli e possibilmente favorirli. Non ho letto nemmeno una dichiarazione, un commento, sulla coraggiosa iniziativa di Serra San Bruno. “Vi aspettiamo a braccia aperte”, avrebbero dovuto dire le istituzioni. Hanno preferito il silenzio per non disturbare. Sbagliando, perché sottovalutano l’enorme impatto che avrebbe il ritorno dei Comuni serresi nella nostra Provincia, qualcosa come ventimila abitanti che tornerebbero nella sfera del Capoluogo, senza contare l’enorme patrimonio ambientale, culturale e spirituale delle Serre.
Forse non è ancora arrivato il momento di puntare seriamente alla Grande Catanzaro. Arriverà prima o poi qualcuno che crederà in questo processo che mi appare come il più serio per accrescere il potere contrattuale del Capoluogo e creare al centro della Calabria una forte sistema economico-turistico- culturale. Sullo sfondo ci sarebbe la preziosa e utile riunificazione della vecchia Provincia di Catanzaro, ma dubito fortemente che una classe politica calabrese che si nutre di campanilismi possa pensarci.
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