
di SERGIO DRAGONE
Ho imparato da tempo che le criticità non si affrontano con soluzioni tampone ed estemporanee che possono durare lo spazio di un mattino. Non mi piacciono le collette, le raccolte fondi, gli appelli ai privati che considero risposte parziali ed effimere. Sono strade che a Catanzaro sono già state percorse con scarsissimo successo, se non con clamorosi flop. Ricordo che molti anni fa venne sottoscritta da migliaia di catanzaresi una petizione per salvare i cinema in centro. Peccato che ai buoni propositi non siano mai seguiti i fatti, visto che solo lo 0,1% dei sottoscrittori si fece vivo ai botteghini.
Preferisco le soluzioni strutturali, non affidate al caso e al buon cuore di pochi. Ovviamente non metto in discussione le generose e utili prese di posizione contro la chiusura del vecchio Supercinema di via XX Settembre, quello che Marcello Furriolo ha definito il nostro Nuovo Cinema Paradiso. Una suggestione, quella di Marcello, molto affascinante sotto l’aspetto sentimentale, ma non propriamente benaugurante poiché nel capolavoro di Peppuccio Tornatore il Nuovo Cinema Paradiso viene demolito.
Intanto, la crisi delle sale nei centri storici non è fenomeno solo catanzarese. Le efficienti e comode multisale e l’incredibile offerta di film sulle piattaforme hanno inferto un colpo micidiale ai cinema storici. Le sale del centro a Catanzaro soffrono la concorrenza di ben dodici sale di The Space, spalmate nei due parchi commerciali di viale Emilia (“Le Fontane”) e Maida (“I due Mari”).
Resiste, valorosamente, solo il Comunale di Francesco Passafaro che ha anche il merito di promuovere la cultura teatrale e difendere l’eredità del teatro dialettale di Nino Gemelli.
E allora più che aggiungermi all’elenco degli appelli, preferisco indicare una possibile soluzione “strutturale”, nella speranza che la dormiente amministrazione comunale, spettatrice non pagante di quanto avviene in città, possa quanto meno sperimentarla.
L’esempio ci viene dalla vicina – e ben più ambiziosa - Cosenza, dove l’Università, attraverso un accordo con il Citrigno Group, ha da tempo aperto il “Cinema Unical”, dotato di ben due sale di proiezione, aperte tutto l’anno e con una programmazione di tutto rispetto garantita appunto dal circuito del Citrigno.
Il “Cinema Unical” è accessibile a tutti, con costo del biglietto calmierato (gli studenti pagano 4 euro), mentre nelle ore mattutine le sale vengono utilizzate per l’attività didattica, per corsi di perfezionamento, eventi, presentazione libri.
In questi mesi non ho lesinato critiche, anche abbastanza forti, al rettore professor Cuda, pur riconoscendone il valore professionale e l’impegno che mette nel suo ruolo. Ora il professor Cuda ha l’occasione di fare un bel regalo all’Università e alla città, replicando anche da noi il modello dell’Unical, favorito dal fatto che il gruppo Citrigno svolge attività sanitarie molto importanti nel Capoluogo (Centro clinico San Vitaliano) e che presto potrebbe fare rivivere il Sant’Anna Hospital.
Università e Gruppo Citrigno potrebbero rilevare il Supercinema con le stesse modalità del campus rendese, utilizzando magari le persone che già ci lavorano, riaccendendo una luce nel nostro centro storico, conferendo continuità e stabilità alla sala. Al mattino, lezioni e seminari, il pomeriggio e la sera programmazione cinematografica.
Si esplori questa possibilità perché tutti vorremmo evitare che il nostro amato Supercinema, scrigno dei nostri ricordi, faccia la fine del Nuovo Cinema Paradiso.
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