Droga nel Soveratese, operazione "Anteo". Gratteri: "Venditori di morte anche davanti ai sert"

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  17 maggio 2021 11:34

Droga, rapina e tanto spaccio di sostanze stupefacenti. Sono i dettagli dell'operazione "Anteo" che questa mattina ha portato all'arresto di 30 persone nel Soveratese.  Le accuse sono riferite ai reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, tentata e consumata, anche con l’aggravante mafiosa, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine e da guerra, detenzione di materiali esplodenti e furto. 32 in totale gli indagati. 

Durante la conferenza stampa il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha detto che "ci siamo trovati davanti a qualcosa di veramente spregevole: ragazzi che cercano di uscire dalla schiavitù della droga e i venditori di morte si piazzano all'ingresso dei Sert per vendere droga. Portatori di morte vera e propria. Il fatto grave è che si è difronte anche a minorenni. L'indagine ha richiesto tanto tempo e quindi i carabinieri che hanno avuto la sensibilità davanti a questo scenario inquietante di dare un'accelerata. Il contesto era troppo grave per non intervenire subito. Quando in una famiglia c'è un tossicodipendente, tutta la famiglia è coinvolta. I carabinieri hanno dimostrato grande sensibilità per rendere più vivibile un pezzo di territorio".

Droga nel Soveratese, operazione "Anteo": i nomi dei 30 arrestati. Tra gli indagati il pentito Emanuele Mancuso

Mentre il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Antonio Montanaro, ha ribadito: "Sono state eseguite 30 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di traffico di stupefacenti, estorsioni, ricettazione, detenzione di armi con l'aggravante mafiosa. Vi è stato un impegno corale di tutta la compagnia di Soverato. Già nel 2017 nella zona alta del Sovetarese - da Cardinale a Petrizzi e Chiaravalle - è nata la necessità di approfondire danni e rapine ai danni di piccoli imprenditori, anche agricoli, e si era creata una situazione di allarme e andando a indagare su questi casi - realizzati per recuperare armi - è emerso la posizione dei fratelli Fabiano dediti al traffico di stupefacenti e in contatto con sodalizi storici della criminalità organizzata del Reggino e del Vibonese, in particolare con Emanuele Mancuso, ed è emerso che avesse anche relazioni con cosche del territorio come Iozzo- Chiefari. Diversi sono stati gli arresti in flagranza di reato per droga ma anche armi. E' stato trovato tritolo. L'investigazione ha fatto emergere un particolare attivismo delle giovani leve nello spaccio di droghe di vario genere".

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Parola al procuratore aggiunto vicario Vincenzo Capomolla: "Le indagini hanno interessato alcuni territori strategici nel traffico di droga - dal Soveratese alle Preserre - è un'associazione che si è caratterizzata per il rapporto con esponenti di contesti 'ndranghetistici della Locride e della provincia di Vibo Valentia (cosca Mancuso) . Ha un ruolo strategico nell'operatività, sono anello di collegamento fra Ionica e Tirrenica nel traffico di droga e armi. la cosca Iozzo- Chiefari esercitava un controllo stretto del territorio. I furti erano finalizzati al reperimento di armi, che poi venivano utilizzate nelle transizioni di droga. Quello che occorre sottolineare è che questa capacità dell'organizzazione di controllo del territorio consentiva l'esecuzione dei reati: conoscevano piste inconsuete, mettendosi così al sicuro dalle investigazioni. Da qui il valore svolto dai carabinieri sul campo, anche grazie a nuove tecniche di indagine".

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Infine, Luigi Cipriano, capitano della compagnia di Soverato: "Abbiamo riscontrato una particolare ferocia di questi soggetti, che sceglievano le loro vittime con cura. Nei casi di furto sceglievano anziani, che potevano detenere armi, e nei confronti dei quali non avrebbero avuto remore ad aggressioni fisiche. Ma anche negli assuntori di droga, non solo le tradizionali ma anche nuove droghe sintetiche più economiche ma pericolosissime. Durante le perquisizioni sono state rinvenuti droga e 7mila euro. 

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I NOMI E LE MISURE CAUTELARI APPLICATE:

Aiello Domenico, Palermiti, 1972 (indagato)
Andreacchio Raffaele, Guardavalle, 1978 (Arresti domiciliari)
Bertucci Ernesto, Soverato, 1980 (IN CARCERE)
Catanzariti Anthony Salvatore, Olivadi, 1996 (Arresti domiciliari)
Chiefari Vito, Chiaravalle Centrale, 1985 (Arresti domiciliari)
Chimirri Nensy Vera, Vibo Valentia, 1992 (Arresti domiciliari)
Corapi Giuseppe, San Sostene, 1992 (Arresti domiciliari)
Corrado Antonio, Chiaravalle, 1986 (Arresti domiciliari)
Cortese Daniele, Capistrano, 1990 (IN CARCERE)
Cuturello Antonio, Taurianova, 1990 (Arresti domiciliari)
Demasi Fortunato, Simbario, 1973 (Arresti domiciliari)
Fabiano Damiano, Chiaravalle Centrale, 1991 (IN CARCERE)
Fabiano Francesco, Chiaravalle Centrale, 1996 (Arresti domiciliari)
Fabiano Giuseppe, Chiaravalle Centrale, 1984 (IN CARCERE)
Furchì Mirco, Limbadi, 1984, (Arresti domiciliari)
Giorgi Domenico, Benestare, 1996  (IN CARCERE)
Giorgio Domenico, Chiaravalle Centrale, 1980 (IN CARCERE)
Iozzo Luciano, Chiaravalle Centrale, 1963 (IN CARCERE)
Macrì Salvatore, Chiaravalle Centrale, 1988 (IN CARCERE)
Mancuso Emanuele, Nicotera, collaboratore di giustizia, 1988 
Marchese Giuseppe Marco, Chiaravalle Centrale, 1976 (IN CARCERE)
Matarese Michele, Montepaone, 1976 (IN CARCERE)
Minnella Gianluca, Bovalino, 1995 (IN CARCERE)
Pironaci Mirko, Montepaone, 1985 (IN CARCERE)
Procopio Antonella, Centrache, 1986 (Arresti domiciliari)
Procopio Bruno, Ardore, 1991 (Obbligo di dimora)
Procopio Santino, Chiaravalle Centrale, 1983 (IN CARCERE)
Puntieri Antonio, Olivadi, 1990 (Arresti domiciliari)
Selvaggio Clemente, Vibo Valentia, 1995 (IN CARCERE)
Soriano Giuseppe, Filandari, 1991 (Arresti domiciliari)
Venuto Roberto, Olivadi, 1978 (Arresti domiciliari)
Caruso Rocco Bruno, San Vito sullo Ionio, 1978 (Arresti domiciliari)

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