
È stata riformata dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria la sentenza emessa dal Tribunale di Palmi nell’ambito dell’operazione antidroga “Crypto”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotta dalla Guardia di Finanza.
La Corte d’Appello di Reggio Calabria – Sezione II penale ha parzialmente riformato la decisione di primo grado, intervenendo in maniera significativa su numerose posizioni processuali nell’ambito del processo scaturito dall’Operazione “Crypto”.
La Corte ha disposto diverse assoluzioni perché il fatto non sussiste, ha escluso aggravanti rilevanti, tra cui la recidiva e l’ingente quantità, ed ha proceduto a riqualificazioni dei fatti, determinando una sensibile rideterminazione delle pene inflitte dal Tribunale di Palmi. In più casi sono state revocate pene accessorie e, per una delle imputate, è stata concessa la sospensione condizionale della pena, non riconosciuta in primo grado.
Nel complesso, il giudizio di appello ha comportato un marcato ridimensionamento dell’impianto sanzionatorio delineato in primo grado, con un esito ampiamente più favorevole per la maggior parte degli imputati.
La sentenza
BENZI Gianfranco, condannato in primo grado dal Tribunale di Palmi a 15 anni e 6 mesi di reclusione e 110.000 euro di multa, è stato assolto perché il fatto non sussiste dal capo di imputazione sub B8, relativo al trasporto di un chilogrammo di cocaina. Per l’altro capo, la Corte d’Appello ha proceduto a una riqualificazione giuridica, rideterminando la pena in 2 anni e 6 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa.
FEDELE Rocco Antonio, condannato in primo grado a 18 anni e 6 mesi di reclusione e 140.000 euro di multa, è stato assolto in appello da alcuni capi , mentre per l’altro capo residuo la Corte ha rideterminato la pena in 12 anni di reclusione.
MEO Ivan, condannato dal Tribunale di Palmi a 9 anni di reclusione e 75.000 euro di multa, è stato assolto integralmente dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria.
NASSO Maria Luisa, condannata in primo grado a 3 anni e 3 mesi di reclusione e 15.000 euro di multa, è stata assolta da un capo e la Corte d’Appello ha rideterminato la pena in 1 anno e 4 mesi di reclusione e 4.000 euro di multa, concedendo inoltre la sospensione condizionale della pena.
LA COMARE Patrik, condannato dal Tribunale di Palmi a 5 anni e 3 mesi di reclusione e 15.000 euro di multa, ha visto la pena ridotta in appello a 2 anni e 8 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa.
TAVANO Michele, condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione e 12.000 euro di multa, ha ottenuto in appello una rideterminazione della pena in 2 anni e 5 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa.
Nel collegio difensivo erano impegnati gli avvocati Giovanni Vecchio (per Fedele Rocco Antonio), Vincenzo Bianco (per Benzi Gianfranco), Gennaro Palermo (per La Comare Patrik), Sebastiano Apicella (per Tavano Michele) e Susanna Maio (per Nasso Maria Luisa).
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