
«Nelle settimane scorse avevamo sottolineato come la tanto sbandierata fine del commissariamento della sanità calabrese avrebbe prodotto effetti assai limitati, dal momento che restano pienamente in vigore il Piano di rientro e tutte le restrizioni che da anni condizionano l'organizzazione e lo sviluppo del sistema sanitario regionale».
Lo afferma il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, commentando i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti sulla decisione del Governo di revocare il commissariamento della sanità calabrese.
«Una valutazione che oggi trova ulteriori elementi di conferma alla luce delle osservazioni formulate dalla magistratura contabile. Se la Corte dei Conti ritiene necessario approfondire e verificare gli aspetti giuridici e amministrativi del provvedimento, significa che le perplessità che avevamo espresso non erano affatto infondate», sostiene Bruno.
Secondo il consigliere regionale, la revoca del commissariamento è stata presentata come una svolta storica senza che vi fossero le condizioni sostanziali per considerarla tale. «Abbiamo sempre sostenuto che si trattasse di un'operazione prevalentemente propagandistica, utile a costruire l'immagine di una sanità finalmente liberata dai vincoli del passato, mentre nella realtà continuano a permanere tutte le criticità che cittadini e operatori vivono quotidianamente».
Bruno richiama in particolare la permanenza del Piano di rientro e dei vincoli che continuano a limitare l'attività del sistema sanitario regionale. «I problemi strutturali della sanità calabrese non sono stati risolti. Restano la carenza di personale, le difficoltà dei servizi territoriali, le liste d'attesa, le criticità degli ospedali e la mancanza di risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. Per questo avevamo giudicato del tutto prematuro e fuorviante presentare la fine del commissariamento come una vittoria definitiva».
Il capogruppo di Tridico Presidente punta quindi il dito contro il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il Governo nazionale. «Quella celebrata come una grande conquista rischia di rivelarsi l'ennesima operazione di immagine. I calabresi continuano a fare i conti con una sanità che fatica a garantire servizi adeguati e che resta sottoposta a condizioni straordinarie. È su questo che andrebbero concentrate le energie e non sugli annunci ad effetto».
«Forse – conclude Bruno – sarebbe il momento di abbandonare il trionfalismo e concentrarsi sui problemi reali. I cittadini non hanno bisogno di giochi di prestigio o di operazioni propagandistiche, ma di una sanità pubblica efficiente, accessibile e capace di garantire concretamente il diritto alla salute in ogni territorio della Calabria».
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