Dulbecco, sos dalla Rianimazione del Policlinico: ogni operatore socio sanitario segue sette pazienti contemporaneamente

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  17 giugno 2026 18:45

Un reparto strategico per la gestione dei pazienti più gravi, ma alle prese con una carenza di personale che rischia di compromettere l'organizzazione quotidiana del lavoro. È l'allarme che arriva dalla Terapia Intensiva-Rianimazione del Policlinico universitario "Renato Dulbecco" di Catanzaro, dove gli Operatori Socio Sanitari si trovano a lavorare in condizioni definite ormai insostenibili.

I numeri raccontano una realtà preoccupante. L'organico previsto per la copertura dei turni dovrebbe essere composto da cinque OSS. Nella pratica, però, gli operatori realmente disponibili sono soltanto tre. Una situazione che si traduce inevitabilmente in un aumento esponenziale dei carichi di lavoro e in una costante emergenza organizzativa.

A destare particolare preoccupazione è il mancato rispetto del rapporto tra operatori e pazienti. In un reparto ad alta intensità assistenziale come la Rianimazione, il parametro dovrebbe attestarsi su un OSS ogni quattro pazienti. Oggi, invece, ciascun operatore è chiamato a seguire fino a sette pazienti contemporaneamente.

Un dato che assume un significato ancora più grave se si considera la mole di attività che gli OSS sono tenuti a svolgere durante ogni turno. Dalla distribuzione della colazione alla somministrazione del vitto, dall'igiene completa dei pazienti al loro trasferimento nei reparti, passando per il trasporto dei prelievi biologici, il ripristino di armadi e carrelli, la sanificazione delle postazioni, la gestione dei rifiuti e l'accoglienza dei pazienti provenienti dalla sala operatoria.

A tutto questo si aggiungono la preparazione delle postazioni di degenza, la sistemazione dei pazienti operati e il continuo supporto alle attività assistenziali di un reparto che non conosce pause e che richiede tempestività e precisione in ogni momento della giornata.

In altre parole, un lavoro che già in condizioni ordinarie richiederebbe una distribuzione equilibrata delle risorse umane viene oggi sostenuto da un numero di operatori drasticamente ridotto. Ogni OSS si ritrova così a moltiplicare per sette un elenco di incombenze che, da sole, sarebbero sufficienti a occupare interamente un turno di lavoro.

L'Azienda ospedaliero-universitaria ha tentato di fronteggiare la criticità ricorrendo all'istituto dello straordinario. Una misura che, tuttavia, non appare risolutiva. Le ore aggiuntive consentono di coprire temporaneamente alcune scoperture ma non eliminano il problema strutturale rappresentato dalla carenza di personale.

Nel frattempo aumenta il disagio tra gli operatori, chiamati quotidianamente a garantire assistenza ai pazienti più fragili in un contesto caratterizzato da ritmi sempre più serrati. La preoccupazione riguarda non soltanto il benessere dei lavoratori, ma anche la necessità di assicurare standard assistenziali adeguati in un reparto dove ogni intervento deve essere effettuato con la massima attenzione.

Dietro le porte del reparto, lontano dai riflettori, si consuma ogni giorno una battaglia silenziosa: tre operatori costretti a sostenere il lavoro che dovrebbe essere svolto da cinque, cercando di garantire assistenza, sicurezza e dignità ai pazienti. Una situazione che, secondo chi la vive quotidianamente, non può più essere affrontata con soluzioni tampone ma richiede risposte concrete e tempestive.


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