
La Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, in una nota, "denuncia con fermezza come il sistema di elezione di secondo livello della Provincia di Cosenza rappresenti una grave compressione della democrazia. Sottrarre alle cittadine e ai cittadini - è scritto - il diritto di eleggere direttamente i propri rappresentanti significa umiliare la partecipazione popolare e trasformare un ente fondamentale in un luogo di accordi ristretti, regolati da logiche di potere interne alle coalizioni. Le Province - fa rilevare il Prc - decidono su materie essenziali per la vita delle comunità: edilizia scolastica, trasporto pubblico locale, pianificazione territoriale, viabilità, tutela dell’ambiente. Temi che incidono quotidianamente su studenti, lavoratori, famiglie, imprese. Eppure queste scelte vengono affidate a un meccanismo che esclude il voto diretto dei cittadini, restringendo la rappresentanza a una platea di amministratori locali e introducendo persino un sistema di ponderazione del voto che non attribuisce lo stesso peso a tutti i consiglieri".
Un meccanismo, secondo Rifondazione, "che, oltre a mortificare i cittadini, finisce per svilire anche gli stessi rappresentanti eletti, il cui voto non vale in modo uguale, alterando il principio democratico di pari dignità istituzionale. Intanto restano irrisolte criticità gravissime: una viabilità provinciale compromessa che continua a isolare intere aree interne e un’edilizia scolastica fatiscente che mette a rischio sicurezza e diritto allo studio. Le stesse inadeguatezze - prosegue la nota - emergono nei profili dei candidati: l’esperienza amministrativa di Franz Caruso a Cosenza, già da noi denunciata per inefficienze e mancanza di risposte concrete, e la gestione di Biagio Faragalli, incapace di dare soluzioni ai cittadini di Montalto sulle gravi preoccupazioni legate all’elettrodotto, dimostrano una distanza evidente dai problemi reali della provincia. È necessario cambiare radicalmente rotta. La Provincia deve tornare ad esercitare con determinazione le proprie competenze, a partire dalle politiche ambientali: bonifiche dei siti inquinati, gestione pubblica e integrata dei rifiuti, tutela delle acque e del suolo contro il dissesto idrogeologico e il consumo indiscriminato di territorio. Sono scelte che riguardano salute, giustizia sociale e futuro. Serve una svolta politica vera, che restituisca - si legge infine - ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti provinciali e rimetta al centro partecipazione democratica, interesse collettivo e difesa dei territori, rompendo definitivamente con le logiche di potere che hanno prodotto l’attuale situazione".
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