
L’area urbana di Crotone si conferma, purtroppo, come uno dei luoghi a maggiore concentrazione di amianto in Italia. A certificarlo non sono solo le evidenze cliniche, ma l’Agenzia Europea per l’Ambiente e numerosi studi scientifici che pongono la città al centro di un’emergenza sanitaria e ambientale di proporzioni nazionali.
Il quadro epidemiologico: mortalità in eccesso
Secondo lo studio realizzato dal Programma Strategico del Ministero della Salute e dell’Ambiente, Crotone rientra tra i 57 Siti di Interesse Nazionale (SIN) prioritari per la bonifica. I dati (Comba e Pitimada, 2016) riferiti al periodo 1995-2002 sono allarmanti: è stato riscontrato un eccesso di mortalità per tumori maligni della pleura sia tra gli uomini che tra le donne.
In medicina del lavoro, il mesotelioma è considerato una "malattia sentinella": la sua presenza è prova diretta dell’esposizione all'amianto. La comunità scientifica internazionale avverte: non esiste una soglia minima di sicurezza. Anche l’esposizione a basse dosi può innescare la patologia, con un periodo di latenza che può raggiungere i 50 anni.
Il "caso" Ex Mercati Generali: un pericolo per scuole e residenti
Il punto critico dell’attuale emergenza è individuato nella struttura degli ex Mercati Generali. L’edificio, con copertura in Eternit in totale stato di abbandono e disfacimento, rappresenta una sorgente attiva di fibre aerodisperse.
L’azione degli agenti atmosferici sta trasformando la struttura in una minaccia costante:
La posizione di "Cittadini Liberi": diffida e azione legale
L’associazione Cittadini Liberi non è più disposta ad attendere. La salute pubblica è sotto attacco e l'inerzia delle istituzioni non è più tollerabile.
"Invitiamo e diffidiamo formalmente l’Amministrazione Comunale a procedere alla bonifica immediata dell’area degli ex Mercati Generali, senza ulteriori indugi o rimpalli di responsabilità," dichiara l'Associazione.
Contestualmente, "Cittadini Liberi" rivolge un appello accorato alla Procura della Repubblica di Crotone affinché eserciti l’azione penale per accertare le responsabilità di chi ha permesso questo scempio. Le ipotesi di reato configurate riguardano il disastro ambientale, l'omissione di atti d'ufficio e la mancata bonifica, condotte che hanno messo e continuano a mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797