
La CISL Scuola prende atto dell’ordinanza sindacale emanata dal Comune di
Crotone che dispone, per la giornata del 3 giugno 2026, la sospensione delle attività
didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado della città, a seguito dell’interruzione
dell’erogazione idrica causata dall’improvvisa rottura della condotta adduttrice
principale che serve il territorio crotonese e l’area della Bassa Valle del Neto.
La decisione dell’Amministrazione comunale, adottata ai sensi degli artt. 50 e 54
del Decreto Legislativo n. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), appare
pienamente giustificata dalla necessità di tutelare la salute pubblica e garantire
condizioni minime di sicurezza e igiene negli edifici scolastici, in conformità ai
principi sanciti dall’art. 32 della Costituzione italiana, che riconosce la salute come
fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.
Tuttavia, la CISL Scuola ritiene opportuno richiamare l’attenzione su un aspetto
che merita un ulteriore approfondimento istituzionale. La sospensione delle attività
didattiche coinvolge gli studenti e il personale docente, ma le condizioni oggettive
che hanno determinato l’adozione dell’ordinanza interessano indistintamente
anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), chiamato spesso a
permanere negli edifici scolastici nonostante la mancanza di servizi
essenziali.
È opportuno ricordare che il Decreto Legislativo n. 81/2008, recante il Testo Unico
in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, impone al
datore di lavoro e alle pubbliche amministrazioni l’obbligo di garantire ambienti
lavorativi sicuri e conformi ai requisiti igienico-sanitari. In particolare, l’allegato IV
del medesimo decreto stabilisce che i luoghi di lavoro debbano essere dotati di
acqua potabile e servizi igienici funzionanti, condizioni che risultano
inevitabilmente compromesse in presenza di un’interruzione prolungata della
fornitura idrica.
Inoltre, l’art. 2087 del Codice civile impone al datore di lavoro l’adozione di tutte le
misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori,
principio che trova applicazione anche nel settore pubblico e scolastico.
Alla luce di tali considerazioni, la CISL Scuola rivolge un appello al Sindaco di
Crotone affinché possa valutare l’opportunità di integrare il provvedimento già
emanato, prevedendo espressamente misure di tutela anche per il personale
amministrativo, tecnico e ausiliario, salvo esigenze straordinarie e indifferibili
legate alla gestione dell’emergenza.
Tale richiesta trova fondamento non soltanto nella normativa sulla sicurezza nei
luoghi di lavoro, ma anche nei principi costituzionali di uguaglianza sostanziale
sanciti dall’art. 3 della Costituzione, che impongono alle istituzioni pubbliche di
garantire pari tutela e dignità a tutti i lavoratori della scuola, indipendentemente
dal profilo professionale ricoperto.
La scuola è una comunità educante e lavorativa unitaria. Quando vengono
meno condizioni essenziali quali l’accesso all’acqua potabile, ai servizi
igienici e agli standard minimi di salubrità degli ambienti, il disagio e il
rischio riguardano indistintamente tutte le componenti che vi operano.
La CISL Scuola auspica pertanto che, nel pieno rispetto delle prerogative
dell’Amministrazione comunale e delle competenze dei dirigenti scolastici, possa
essere valutata un’integrazione dell’ordinanza che riconosca e tuteli l’intera
comunità professionale della scuola, nel rispetto dei principi costituzionali, delle
norme in materia di sicurezza sul lavoro e dei diritti fondamentali della persona.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797