
«Per noi vengono prima di tutto i pazienti e la tutela del diritto alla cura». È da questo principio che parte la replica del consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente” alle dichiarazioni dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, che ha parlato di “procurato allarme” in relazione alla paventata sospensione di alcuni esami ormonali per mancanza di reagenti.
«Non c’è stato alcun tentativo di strumentalizzazione – chiarisce Bruno –. Il nostro intervento è nato esclusivamente dalle segnalazioni e dalle preoccupazioni di molti cittadini che si sono rivolti a noi per capire cosa stesse accadendo rispetto a prestazioni diagnostiche fondamentali. La comunicazione diffusa oggi dall’azienda – successiva alla nota stampa di ieri – con cui si chiarisce che gli esami continueranno a essere garantiti attraverso il laboratorio del presidio “Pugliese”, nell’ambito della riorganizzazione della rete dei laboratori, rappresenta una presa d’atto dell’azienda rispetto alla situazione segnalata inizialmente».
«Davanti alla comunicazione interna del 6 marzo del laboratorio di Patologia clinica del presidio di Germaneto, nella quale si annunciava che dal 9 marzo non sarebbe stato possibile effettuare numerosi dosaggi ormonali per mancanza di reagenti, tra cui TSH, FT3, FT4, paratormone, cortisolo, insulina, estradiolo e altri esami essenziali per la diagnostica endocrinologica, le preoccupazioni dei pazienti erano più che comprensibili. Per questo abbiamo ritenuto nostro dovere chiedere chiarimenti e sollecitare una soluzione che evitasse possibili disagi all’utenza».
«Se oggi è stata individuata questa soluzione significa che il problema è stato affrontato anche grazie alla segnalazione che ho ritenuto doveroso fare nell’interesse dei pazienti».
Bruno sottolinea però che la vicenda mette in evidenza anche un nodo organizzativo più ampio: la necessità di completare il processo di integrazione tra le due “anime” da cui è nata l’Azienda Dulbecco, cioè le strutture dell’ex Pugliese-Ciaccio e del policlinico universitario di Germaneto.
«Se in una struttura si comunica la sospensione di alcuni esami per mancanza di reagenti mentre in un’altra gli stessi esami risultano disponibili – osserva – significa che il percorso di integrazione e coordinamento tra i laboratori non è ancora pienamente consolidato».
«Il mio intervento aveva un unico obiettivo: evitare disservizi ai pazienti. Oggi possiamo dire che i cittadini non subiranno alcuna interruzione nelle prestazioni grazie alla mia segnalazione. Allo stesso tempo, questa vicenda dimostra la necessità di accelerare il processo di integrazione tra i due presidi, superando logiche di compartimenti stagni e migliorando il coordinamento tra i servizi. Un percorso che finora non era stato completato deve essere portato avanti con maggiore decisione e chiarezza. Il nostro dovere istituzionale è anche questo».
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