Esposti e veleni, il subbuglio nel Pd di Crotone con vista sulle Regionali

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  21 luglio 2019 19:07

Se nelle prime ore era passata quasi in sordina, ora la vicenda del commissariamento del Pd di Crotone è deflagrata come una mina. Le schegge superano abbondantemente i confini pitagorici essendoci, in questa disputa in pubblica piazza, una chiara sottotraccia regionale.

ESPOSTI E CONFERENZA STAMPA AL VETRIOLO PREVISTA PER DOMANI- Partendo da Crotone, la ribellione avverso la decisione del commissario regionale Stefano Graziano di inviare Franco Iacucci a gestire il circolo cittadino sarà conclamata con una conferenza stampa annunciata per domani pomeriggio nella sede della Federazione provinciale. Prevista la presenza dei consiglieri comunali e regionali Pd (e capogruppo) che affiancheranno la segreteria cittadina e provinciale. A proposito di quest’ultima, già ieri avevamo dato notizia dello sfogo del segretario provinciale Gino Murgi (leggi qui). La lamentela di Murgi si è tramutata in un esposto indirizzato alla segreteria nazionale in cui viene ribadito che non esistono “i presupposti del commissariamento”, poiché “la posizione assunta dalla segretaria Antonella Stefanizzi è stata perfettamente in linea con quella discussa e approvata dal partito provinciale”. Ancora una volta si ribadisce l’assenza di accordi, almeno di poltrone, con Prossima Crotone e il sindaco Pugliese, che è il motivo indicato da Graziano che fatto scattare la misura del commissariamento. Accordi negati anche dal gruppo consiliare crotonese. “La prova – scrivono Mario Galea, Saverio Flotta, Michele Ambrosio- è stata proprio la nomina della nuova giunta nella quale non compaiono nomi vicini o espressione diretta o indiretta del Partito Democratico”. “Per queste ragioni- lo fanno anche loro tre- ci appelliamo al segretario nazionale, Nicola Zingaretti, perché revochi immediatamente un provvedimento, falso, iniquo ed ingiusto, oltre che offensivo verso i 1360 tesserati del circolo di Crotone”.

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L’ANTIPASTO DELLA RESA DEI CONTI IN VISTA DELLE REGIONALI- La bomba improvvisamente esplosa a Crotone ha un’appendice regionale. La decisione di Graziano è inquadrata da molti come il tentativo di archiviare precedenti strategie politiche, come ad esempio la collaborazione fra la corrente del governatore Oliverio ed Enzo Sculco, uno dei grandi dominus della politica locale. Anche la scelta del commissario incaricato, Franco Iacucci, fra i grandi assenti all’assemblea dei circoli e degli amministratori tenutasi a Rende nei giorni scorsi, è stata intesa come non proprio “amicale” nei confronti del governatore. Proprio in quell'occasione il responsabile del Mezzogiorno della segreteria nazionale Nicola Oddati ha semplicemente rinviato la discussione sul candidato dem alla corsa verso la Cittadella. Il caso Crotone è solo la prima avvisaglia di quello che sta già accadendo fra le varie correnti dei dem. Lo scontro fra chi, nel Pd, punta all’Oliverio bis e chi vorrebbe voltare pagina comincia a salire di livello. Come in Calabria, anche a Largo del Nazareno le idee non sono affatto chiare.

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