Estradato dalla Turchia in Italia, in carcere il latitante calabrese Camporesi

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Estradato dalla Turchia in Italia, in carcere il latitante calabrese Camporesi


  17 gennaio 2026 19:47

È arrivato oggi pomeriggio all’aeroporto internazionale di Roma- Fiumicino, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca, CAMPORESI Luciano, sfuggito il 5 dicembre 2018 all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico nell’ambito dell’inchiesta “Pollino - European ‘ndrangheta connection”, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria nel contesto di una squadra investigativa comune finalizzata a contrastare le proiezioni della ‘ndrangheta in Europa nord occidentale e Sud America.

 

Ad attenderlo, presso lo scalo aereo italiano, la Polizia di Stato di Reggio Calabria.

 

I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile avevano all’epoca svolto le indagini, ricostruendo un ampio spettro di condotte delittuose promosse e realizzate, in Italia e all’estero, da qualificati esponenti delle famiglie di ‘ndrangheta della Locride, PELLE-VOTTARI, ROMEO e STRANGIO.

 

Le investigazioni, incentrate sull’operatività di un’associazione mafiosa attiva nel traffico internazionale di stupefacenti e di armi, riciclaggio e autoriciclaggio, avevano evidenziato le infiltrazioni della consorteria in Germania, Belgio e Olanda, consentendo di smantellare la solida filiera di “fiduciari” strutturata anche grazie al supporto di cittadini di quei Paesi, attinti da provvedimenti restrittivi emessi dalle Autorità giudiziarie cooperanti.

 

In tale articolato contesto internazionale, la figura di CAMPORESI Luciano emergeva quale importante snodo tra i maggiorenti delle ‘ndrine di San Luca, con i quali interloquiva nel corso di riservatissimi summit di mafia, ed i fornitori sudamericani di hashish e cocaina, presso i quali era accreditato, forte anche di una rete relazionale in grado di garantire il trasporto dello stupefacente su navi commerciali e su una imbarcazione privata capace di battere rotte transoceaniche.

 

Anche alla luce delle documentate aderenze all’estero, le ricerche dell’uomo erano state estese sin da principio in campo internazionale nell’ambito della progettualità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Localizzato nella regione del Bosforo (TURCHIA) già nel 2021, nel successivo novembre 2022 il CAMPORESI era stato quindi tratto in arresto dalle forze di polizia turche per possesso e detenzione di documenti falsi, scontando in quel Paese un periodo di detenzione prima della recente scarcerazione.

 

L’espulsione dal territorio turco, perfezionata anche grazie all’efficace azione degli Esperti per la Sicurezza e l’Immigrazione di stanza in Turchia ed al coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nell’ambito del progetto I-CAN, segue alla condanna in primo grado del CAMPORESI alla pena di 22 anni e 8 mesi di reclusione comminata nel luglio 2022 dal Tribunale di Locri (RC) per traffico internazionale e numerosi episodi di detenzione di stupefacente.

 

L’imputato deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva di condanna.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.