Felice Caristo: "La vera partita ce la giochiamo al Sud"

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Felice Caristo
  23 gennaio 2021 11:47

di FELICE CARISTO


 Intervenire su lotti funzionali, per quanto riguarda le infrastrutture e l’alta velocità, significa non voler portare nella nostra Regione l’alta velocità, ma soltanto portare innovazione per velocizzare la mobilità esistente.

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Il Recovery Plan dovrebbe partendo dal Sud finanziare grandi opere che all’interno di una visione di Paese generi uno sviluppo che necessariamente deve partire dalle aree più in ritardo di crescita.

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Bisogna incentivare la Portualità nella bozza del Piano è completamente assente il Porto di Gioia Tauro, il più grande Porto di Transhippement con più alta movimentazione di TEU.

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Nel Recovery il Porto di Gioia Tauro dovrebbe essere considerato la più grande infrastruttura di collegamento tra l’Europa e il Mediterraneo.

La Zona Economica Speciale meriterebbe un sostegno finanziario più cospicuo da collegare alla portualità minore calabrese.

L’efficientamento energetico riguarda soltanto la portualità dello Stretto di Messina.

Nel Recovery Plan è completamente assente a livello di interventi innovativi e di completamento di infrastrutture l’Autostrada A2 ed il Corridoio Ionico.

Manca completamente una messa in sicurezza dell’Autostrada A2 per fare un esempio di Smart Road.

La dorsale ionica dove è già finanziata l’elettrificazione Catanzaro Lido-Sibari, non è neanche accennata, come asset strategico per il collegamento delle merci, mentre la dorsale tirrenica da destinare all’alta velocità. Il Recovery Plan, si basa su tre parametri stabiliti dagli Stati Membri: numero di abitanti, tasso di disoccupazione, PIL pro-capite da calcolare in maniera inversamente proporzionale.

Questi parametri hanno consentito all’Italia di ottenere 209 Miliardi sui 750 disponili.

La distribuzione doveva toccare per il 64% al Sud, ma adesso si comincia a capire che non è così; bisogna su questi punti fare una battaglia Parlamentare non più rinviabile.

Tutta la Delegazione Parlamentare calabrese, soprattutto quella più numerosa rappresentata dal Movimento 5 Stelle, su questi temi dovrebbe portare avanti una battaglia a favore di un territorio quello calabrese, che rischia di condannarsi definitivamente alla marginalità.

 

 

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