
La Calabria rischia la paralisi.
Le proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori contro il caro carburante e la crisi energetica stanno producendo conseguenze che vanno ben oltre i settori direttamente coinvolti. Distributori senza carburante, difficoltà negli spostamenti, approvvigionamenti alimentari a rischio. Siamo a un passo da una crisi che potrebbe fermare il commercio, la distribuzione e migliaia di lavoratori.
Il presidente Roberto Occhiuto deve intervenire immediatamente, non possiamo aspettare che gli scaffali dei supermercati siano vuoti per scoprire che esiste un problema che sarà di difficile gestione sul piano della tenuta sociale e democratica.
La risposta della Regione, concentrata inizialmente sul sostegno al comparto agricolo, è stata parziale e insufficiente. Un intervento che ha rincorso la protesta senza affrontare le conseguenze sull'intera economia calabrese. Non si governa una crisi di questa portata distribuendo risposte a un settore alla volta, mentre tutti gli altri vengono lasciati soli.
Per chi lavora in generale, ma particolarmente nel terziario e nella distribuzione si profila una situazione paradossale e gravissima. Le lavoratrici e i lavoratori subiscono già, come tutte le famiglie, il peso insostenibile dei rincari. Adesso rischiano persino di non poter raggiungere il posto di lavoro per mancanza di carburante o di ritrovarsi in attività commerciali senza merci da vendere.
E quando le merci non arrivano, il rischio è che a pagare siano ancora una volta i lavoratori, attraverso la riduzione delle ore, la sospensione delle attività e la perdita di salario.
La FILCAMS CGIL Calabria esprime comprensione per le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Ma quelle ragioni non possono diventare, nell'inerzia delle istituzioni, un ulteriore prezzo da scaricare su altri lavoratori. I lavoratori e la Filcams Cgil Calabria sono solidali con il popolo calabrese, con chi sta esprimendo preoccupazione per il futuro proprio e della nostra terra e chiede risposte ai problemi.
Occorrono misure che garantiscano la continuitá reddituale a chi lavora e probabilmente sarà costretto a fermarsi non per colpa sua e la possibilità di raggiungere il posto di lavoro e riempire il serbatorio.
La Regione si assuma la responsabilità di governare questa emergenza, anziché limitarsi a inseguirla. Chi governa una Regione deve preoccuparsi di tutti, soprattutto di chi vive del proprio lavoro.
La Calabria non può permettersi per l'ennesima volta di vivere una crisi nella crisi. Chi lavora non può essere chiamato, ancora una volta, a pagare il conto.
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