Filippo Veltri: "Vicenda Catanzaro, quando scompare la politica"

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  14 febbraio 2026 09:30

di FILIPPO VELTRI 

Una vecchia volpe della politica calabrese come Mimmo Tallini ci ha visto giusto l’altro giorno quando commentando la vicenda del Comune di Catanzaro (le famigerate firme e non firme per sfiduciare il Sindaco) ha detto tra l’altro l’unica cosa saggia fin qui ascoltata. ‘’Da questa vicenda - ha detto Tallini - tutti usciranno sconfitti e la città piomberà, sia in un caso sia nell’altro, in un caos politico che avrà effetti nefasti sia nel breve sia nel medio-lungo termine (alto tasso di litigiosità tra i partiti e all’interno degli stessi partiti)’’. GUARDA QUI LA PUNTATA DI CATANZARO CAPITALE

  Conviene pertanto tornarci ancora una volta su questa vicenda, perchè allarga il campo di visione e di riflessione ben oltre i confini della città capoluogo di regione e segnala invece un dato assolutamente pacifico ma sconfortante allo stesso tempo: la scomparsa della politica. A destra come a sinistra.

  Nel nostro precedente editoriale sul caso concludevamo con una battuta che tanto battuta non era: nessuno potrà meravigliarsi dell’apatia degli elettori, della loro non partecipazione al voto, del loro disinteresse se questi sono gli esempi che vengono dall’alto (per così dire) in maniera tanto spregiudicata.

   Restiamo infatti sul pezzo: il centrodestra inteso come partiti ha i numeri per sfiduciare il sindaco Fiorita se solo ci fosse chiarezza in un mondo di mezzo che non è ben chiaro a chi i consiglieri appartengano ma soprattutto perché e da chi sono stati portati lì, nelle stanze del Comune, e a chi soprattutto oggi rispondono. E perché.

  I numeri li aveva da 3 anni a questa parte ma ha vivacchiato con accordi sopra e sotto banco con Fiorita, facendo finta di fare l’opposizione e rosolando il Sindaco a fuoco lento. Il centrosinistra non ne parliamo: spettatore non pagante, mantenendo pur tuttavia postazioni di primo comando nel vertice complessivo comunale. Il Pd con vicesindaco e assessori non esiste praticamente da tempo, Sinistra Italiana ha addirittura il presidente del Consiglio Comunale. Come, con chi, con quali idee, quali programmi, quali alleanze, quali donne e quali uomini pensano di concorrere alle elezioni, che siano domani o dopodomani? Fiorita e il suo gruppo di Cambiavento è appunto onda al vento, oggi di qua e domani di là. Resiste sulla barricata quando avrebbe una grande opportunità politica (per la verità ce l’ha da tempo, da molto tempo): andare lui, cioè il Sindaco in Consiglio Comunale, esporre un’idea sull’anno che manca alle elezioni e chiedere il voto su un ordine del giorno, un documento! In verità, come detto, l’avrebbe dovuto da fare da molto tempo. Chi ci sta vota sì e chi non accetta vota no. Nell’aula deputata a ciò. Alla fine si contano i voti, come accade in democrazia. In una democrazia però normale e non dettata da prebende, gettoni etc etc. Quello sarebbe appunto la politica chiara, semplice, ordinata, intellegibile, vicina al comune sentire della popolazione.

  Lo stesso potrebbero fare ovviamente dal centrodestra. Perchè non viene fatto? Perchè la politica, appunto, non esiste più ma c’è solo un mercimonio di contrattazioni, accordi, accordicchi, promesse, sotterfugi, lamentele, interessi personali piccoli e grandi.

   Catanzaro rimanda così a tante altre situazioni che si sono vissute e si vivono in altre grandi città calabresi (se penso a Reggio Calabria che è il primo esempio che mi viene in mente non so dove girarmi ma manco a Cosenza scherzano), dove non si capisce più nulla su quali consiglieri eletti sono rimasti nelle loro posizioni di partenza e anche qui chi li ha eletti e chi non chiede loro conto; con lotte di potere che non finiscono mai e uno spettacolo francamente poco edificante sulla qualità del personale politico in campo.

  Ci sono soluzioni? Forse se il protagonismo dal basso, la cittadinanza attiva diventi sempre più attiva, se i corpi intermedi danno un segnale di esistenza e di vivacità, se esistesse davvero (davvero) una società civile, se soprattutto i partiti e quel che resta di loro, dopo la travolgente caduta degli ultimi 30 anni, ridiventino almeno una parvenza di quel che erano. Altrimenti dovremo rassegnarci ai tempi sempre più bui di decisioni prese non si capisce dove e da chi sulla pelle e sulle spalle di tutti noi. Ne hai poi di lamentarti!


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