Fumi Rom Lamezia, indagini in corso. J'accuse di Giannuzzi e Casa del Popolo

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Fumi Rom Lamezia, indagini in corso. J'accuse di Giannuzzi e Casa del Popolo
Una veduta del campo Rom di Lamezia Terme
  13 luglio 2019 15:17

LAMEZIA TERME - Non si è spenta l'eco dell'indignazione dopo il rogo di due giorni fa al campo Rom. Indagini sono in corso da parte delle forze dell'ordine per cercare di  individuare i responsabili ma, soprattutto chi fornisce ai Rom il materiale (pneumatici
ed altro) da smaltire illecitamente e senza dover affrontare le dovute spese. Dopo l'esternazione del ministro Salvini, i lametini attendono atti e decisioni concrete per evitar ancora altre situazioni di pericolo. Intanto, alle tantissime reazioni di ieri, oggi si aggiunge la dichiarazione di Innocenza Giannuzzi, presidente Agricoop e BluCalabria, e anche quelle della Casa del Popolo. «Già in passato - ha esordito Giannuzzi - mi sono occupata dei fumi tossici scaturenti dai roghi abusivi di Scordovillo, era il 22 agosto 2017 quando cercai di ottenere risposte concrete per la risoluzione dell'annoso problema da parte delle istituzioni, ma invano evidentemente. Oggi il problema si ripresenta e non riesco neanche in questa occasione a passarci sopra, a far finta di niente ed allora rifletto e mi chiedo come sia possibile in un paese democratico fondato sul lavoro, sui diritti e doveri, tollerare ed anzi subire chi non crede in questi valori fondamentali. Perché chi segue le leggi e contribuisce con le sue tasse al buon funzionamento dell'apparato statale non viene da esso tutelato ma addirittura leso non intervenendo su chi persevera in comportamenti illegali? Sì l'Italia è un paese accogliente, sì l'Italia è il Belpaese, ma questo non vuol dire non avere regole da seguire e far seguire ! Tutto ha un costo , anche la bellezza! Penso sia necessario riprendere in mano con decisione le sorti della nostra terra, non si può più tollerare la coesistenza con realtà parallele che non amano il nostro Belpaese. Si può certo convivere - conclude la Giannuzzi - con chi la pensa diversamente dal sentire comune, in modo pacifico e nel rispetto del prossimo, ma non con chi ci ammazza con i suoi fumi tossici». Dal canto loro, i dirigenti della Casa del Popolo del Lametino e del Reventino hanno diramato la seguente nota che riportiamo integralmente e con la quale accusano la classe politica di interessarsi dei Rom solo in campagna elettorale. 

«Abbiamo letto - scrivono - nei giorni scorsi gli ennesimi comunicati in merito allo sgombero e alla bonifica del campo Rom di Scordovillo dopo l’ennesimo rogo, in cui addirittura vengono promesse ai cittadini “misure che per un trentennio nessuno ha avuto il coraggio di attuare”. In merito alla questione non si è risparmiato proprio nessuno, ministro dell’Interno compreso, il quale ovviamente ripete con fare ipnotico sempre le medesime parole che tutti gli altri prima di lui hanno proferito. Nell’ennesima emergenza tutti d’accordo insomma contro questi “delinquenti”, così definiti in uno dei tanti comunicati delle destre, generalizzando come al solito e riferendosi ovviamente a tutto il campo, alimentando ancora una volta il clima già teso tra lametini e Rom. Bisognerebbe ricordare alla classe politica tutta, come la questione del campo di Scordovillo per anni sia stata più che un problema una risorsa, campagna elettorale costante e garantita che grava sulle spalle di tutti i cittadini, specialmente proprio su quelle di coloro, che sono ricoverati nell’ospedale e di cui tanto pare preoccuparsi la classe politica lametina. In molti opportunamente - prosegue Casa del Popolo- operano una rimozione della memoria, purtroppo però è impossibile farlo quando sono articoli di giornale ed esposti alla procura a permettere alla collettività di ricordare, di approfondire e constatare che non è responsabilità esclusiva di chi abita Scordovillo, ciò che avviene nel momento in cui si alza la “fumata nera”. Ma allora di chi è? In diversi articoli datati 2017 si legge che i roghi del campo Rom, hanno anche e soprattutto una matrice criminale, atta allo smaltimento illegale di rifiuti provenienti dall’esterno dello stesso accampamento. Il dato che emerge è che in tanti, usano e sfruttano i rom per smaltire a costi bassissimi e illegalmente questi rifiuti, provocando disastri ambientali e danni enormi a tutti gli abitanti di Lamezia, Rom compresi. Insomma, ancora una volta ai cittadini viene mostrato il dito, celando opportunamente ciò che si nasconde dietro, perché è scomodo e prevede impegno risolvere un problema, mentre invece mantenendo questa situazione ci si garantisce campagne elettorali all’infinito, basta semplicemente veicolare la rabbia dei cittadini contro chi, in questa situazione di certo non ha gli strumenti per risolverla. Appare inoltre sempre più palese che il problema si faccia tale, esclusivamente quando si presenta “l’emergenza”, nel resto del tempo invece nessuno parla né agisce. Un esempio palese è il caso della spazzatura e del degrado in cui diverse aree di Lamezia appaiono più come discariche che come spazi urbani, palesando davanti agli occhi di tutti come siamo terribilmente indietro con la gestione dei rifiuti rispetto a tutto il resto d’Europa, pur avendo introdotto la differenziata ormai da anni. Insomma - chiosa Casa del Popolo- della salute dei cittadini interessa, solo quando fa comodo, nel resto del tempo si richiede impegno senza garantire nulla, se non parole che istigano a odiarsi, la solita guerra tra poveri che viene perpetrata all’infinito cosi da garantire divisione, mentre ogni problema persiste al fine di garantire voti per le prossime elezioni che verranno».  

Banner

a.c.

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner