
Replica della del Gruppo di opposizione Consiliare del Comune di Gimigliano alle accuse del
primo Cittadino “Laura Moschella”.
"Gimigliano, (cittadina storicamente conosciuta per il suo vivere sociale e civile, per l'accoglienza
della sua gente, per la ricchezza dei suoi siti naturali, ambientali, per il patrimonio artisticoculturale, artigianale e tradizionale, per la sua devozione mariana legata alla Madonna di Porto,
per la centenaria tradizione musicale e per aver dato i natali in passato a illustri personaggi della
scienza, della letteratura, della meccanica, dell'aviazione e di giuristi come: il professor Cesare
Mirabelli già presidente della Corte Costituzionale; dei componenti della famiglia Bisantis ed in
modo particolare di Cesare Bisantis, già direttore della clinica Universitaria citta di Padova, di
autorevoli uomini di fede: quali Mons Canino, Mons Pullano) è una città meravigliosa e gloriosa!
Oggi questa storia e la sua immagine è stata offuscata dalla persona che la rappresenta come
istituzione democratica, ossia il sindaco pro-tempore sig.ra Laura Moschella. Quanto accaduto
dell'ultima seduta del consiglio comunale, chiamato alla surroga di due consiglieri, uno dei quali
rivestiva la carica di vicesindaco (dimessosi per incompatibilità insanabili con il Sindaco e la
maggioranza), ha dell'incredibile sia sotto il profilo della corretta dialettica tra maggioranza e
minoranza, sia, soprattutto, per i toni, le offese e le accuse che ci sono state indebitamente mosse
senza essere supportate da prove certe e documentate.
Per il rispetto che nutriamo per la Nostra Comunità e per l’etica che dovrebbe caratterizzare la
dialettica politica, siamo stati molto combattuti se rispondere alla “denuncia pubblica” avanzata
dal Sindaco su profili di reato consumati dalla minoranza nell’esercizio delle proprie funzioni. Ma,
vista la gravita delle accuse e soprattutto la delirante ricostruzione di una verità di comodo, non
possiamo esimerci di formulare una risposta misurata riservando alle sedi dovute la necessaria
attività di verifica.
A sentire e leggere il Sindaco, il gruppo di opposizione in seno all'assemblea comunale, si sarebbe
macchiato della colpa di aver interpretato, sin dal primo giorno del suo insediamento, il mandato
riconosciuto dalla legge e in modo particolare dal TUEL (Testo Unico degli Enti Pubblici) sulle
funzioni, i compiti e le prerogative dei consiglieri comunali.
Saremmo quindi colpevoli di aver, ai sensi dell’art 42 del Tuel, richiesto nei termini di legge,
informazioni agli uffici su elementi specifici di rilevanza politico/istituzionale tipo: andamento dei
lavori pubblici; capacità di riscossione dei tributi dell’Ente; metodo di concessione di beni
comunali; gestione delle manifestazioni culturali e assegnazione di beni pubblici ad associazioni
e privati; verifica degli atti amministrativi a supporto delle delibere consiliari, di aver formulato,
ai sensi dell’art 43 c.1, interrogazioni su aspetti specifici come ad esempio la recente e controversa
annessione al patrimonio di beni privati; di aver richiesto, ai sensi degli art 43. C.2, accesso agli
atti e al protocollo.
La maggioranza, essendo stata legittimata dal voto popolare, sarebbe invece nel pieno diritto di
poter negare e ostacolare tutto ciò. Anzi per rafforzare ancora il suo potere di divieto ad acquisire
atti, ha pensato bene, da gennaio 2025, di adottare l’escamotage di utilizzare, in modo smisurato,
il ricorso al protocollo riservato.
Del resto, c’era da aspettarselo! L’attuale Sindaco anche durante la campagna elettorale non ha
mancato di rivolgere alla minoranza offese gratuite e mancanza di confronto.
La verità è che la maggioranza non ha la caratura politica adeguata a gestire la dialettica politica
ed ha necessita di coprire i suoi fallimenti costruendo un nemico: “la minoranza” che poiché è
attenta e presente ne bloccherebbe l’operatività .
Ma la domanda nasce spontanea: se gli atti son o legittimi la minoranza può avere qualche potere
per bloccarli? La risposta è pleonastica: “no”! È evidente che, se la maggioranza è bloccata,
almeno per quanto denuncia il Sindaco, i motivi possono essere solo due: c’è una incapacità
diffusa a gestire la cosa pubblica oppure gli atti che non ha potuto adottare, forse non si potevano
compiere.
La verità è che ancora esiste una carta costituzionale e una struttura normativa che non consente
a nessuno, neppure ad un sindaco del Comune di Gimigliano che ha preso 83% dei voti alla
tornata elettorale, di poter gestire la cosa pubblica applicando logiche privatistiche.
Ciò detto, vogliamo ribadire con forza che non ci faremo intimidire né da lettere né da
atteggiamenti perché il nostro comportamento è trasparente e verificabile al di là di ogni
ragionevole dubbio ed è pronta a dare conto di quanto sin qui prodotto.
Siamo, quindi, disponibili ad ogni qualsivoglia confronto pubblico con la maggioranza per fare
luce e chiarezza su quanto addebitatoci, ma sappiamo già la risposta, del resto, è da quando ci
siamo insediati che le richiediamo un confronto mai concessoci.
Infine, vorremmo suggerire al lettore più attento una riflessione rispetto a quanto denunciato dal
Sindaco: se fossero veri tutti gli addebiti rivolti alla Minoranza, come mai il Sindaco, considerando
anche la sua conoscenza della legge, non ha provveduto ad esperire tutte le azioni necessarie per
accertare le colpe addebitate ottenendo così piena luce dagli organi competenti?
Forse questa volta la maggioranza, che ha firmato il documento, ed in modo particolare il Sindaco
Moschella, hanno un po’ esagerato. Non è possibile, infatti, accettare che in maniera così
superficiale che un Sindaco di un Comune, nella sua funzione di garante dell’ordine pubblico e
del benessere della comunità, possa fare delle accuse così pesanti e così infamanti che portano
a destabilizzare la sua stessa comunità.
Del resto, per una maggioranza che perde i suoi pezzi ed in modo particolare la pedina più
importante nella persona del vicesindaco, non ci si può aspettare che quanto è accaduto! Tutto
è colpa della Minoranza.
Nell’amarezza di aver dovuto ribadire l’ovvio ci auguriamo in futuro di poter intrattenere i lettori
con notizie più interessanti.
Per quanto accaduto ci rivolgiamo a tutti i lettori ed in modo particolari ai giovani invitandoli a
riacquistare l’amore per la politica. I diritti sono il risultato di lotte e di conquiste fatte da chi ci
ha preceduto (come diceva il nostro amato Presidente Pertini), rinunciare alla loro difesa
rappresenta la perdita della nostra libertà e della nostra “democrazia”. Inoltre, dovremmo fare
tesoro del trattato il “Principe- di Machiavelli”: non sempre il fine giustifica i mezzi!
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