
La Giornata della Trasparenza 2026 della Regione Calabria è stata incentrata quest’anno sui temi dell’“Etica Pubblica e dell’Integrità”.
L’iniziativa, moderata dalla responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della Regione Calabria, Sabina Scordo, ha rappresentato un’occasione di importante riflessione, nella consapevolezza che investire sull’etica pubblica significa investire sulla qualità dell’azione amministrativa e rafforzare il ruolo delle istituzioni nel rapporto con i cittadini.
Sul tema, nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro, dopo i saluti istituzionali del vice presidente della Regione Calabria, Filippo Mancuso, hanno relazionato il professor Fulvio Gigliotti, del dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ill dottor Quirino Lorelli, presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione della Regione Calabria, e il professor Renato Rolli, del dipartimento di Scienze aziendali e giuridiche dell’Università della Calabria.
In apertura dei lavori, il vicepresidente Mancuso, ha sottolineato l’importanza dei temi trattati, atteso che l’etica pubblica è il fondamento del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, fiducia che si consolida mediante comportamenti improntati all’integrità, alla correttezza e alla responsabilità di chi esercita funzioni pubbliche.
Il professor Gigliotti ha analizzato il rapporto tra etica pubblica e Codice di comportamento, soffermandosi sul ruolo che quest’ultimo svolge nel tradurre i principi generali in regole concrete di condotta per i dipendenti pubblici, rappresentando uno strumento di promozione dell’integrità e di prevenzione dei comportamenti suscettibili di compromettere l’imparzialità dell’azione amministrativa.
Ha approfondito il tema della trasparenza e degli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. n. 33/2013, soffermandosi sulla tematica degli obblighi di pubblicazione nella materia dei contratti pubblici, settore particolarmente delicato e di assoluto interesse per la prevenzione dei fenomeni di corruzione e per il controllo sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche, il presidente dell’Oiv Lorelli.
Infine, il professor Rolli ha allargato lo sguardo a una delle sfide più significative del nostro tempo: il rapporto tra trasparenza, reputazione pubblica e disinformazione nell’era digitale.
In un contesto in cui le informazioni circolano con estrema rapidità e le piattaforme digitali influenzano profondamente la formazione dell’opinione pubblica, le istituzioni sono chiamate non solo a essere trasparenti, ma anche a comunicare in modo corretto, tempestivo e autorevole, contrastando il rischio che la disinformazione comprometta la fiducia dei cittadini e, con essa, la qualità della democrazia.
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