
Abbiamo letto l’intervento di Forza Italia Catanzaro a sostegno della vicesindaco di Girifalco, Alessia Burdino, rinviata a giudizio per presunti atti persecutori ai danni di una dipendente comunale. Un atto dovuto che richiama il principio del garantismo, ma che risulta incompleto poiché elude il tema centrale della responsabilità politica e istituzionale legata ai ruoli ricoperti.
Il garantismo è un valore imprescindibile in una democrazia matura, ma non può essere utilizzato per sottrarsi a una valutazione di opportunità politica. Il diritto alla difesa deve convivere con il dovere di tutelare l’imparzialità e la credibilità delle istituzioni, soprattutto quando sono coinvolte figure apicali dell’Amministrazione Comunale.
Come esponenti del Partito Democratico, Teresa Signorello e Mario Deonofrio, affermano l’inopportunità della permanenza delle deleghe alla legalità e al personale in capo ancora alla vicesindaco.
Si tratta di ambiti che richiedono terzietà assoluta e che, in presenza di un procedimento giudiziario in corso, rischiano di generare una sovrapposizione tra interesse pubblico e interesse personale.
La rimessione delle deleghe rappresenterebbe un atto di responsabilità politica e di rispetto verso l’ente.
Signorello e Deonofrio sottolineano, inoltre, l’importanza di riportare il baricentro del dibattito pubblico sulla credibilità della parte lesa, riconosciuta come tale dall’autorità giudiziaria: una peofessionista stimata, una madre amorevole, una donna perbene che ha esercitato un diritto costituzionalmente garantito, presentando una denuncia fondata su atti e fatti ritenuti sufficientemente solidi da condurre al rinvio a giudizio del sindaco e della vicesindaco.
Un percorso che merita rispetto e senso di responsabilità nel dibattito pubblico e che impone, quantomeno in questa fase, sobrietà e prudenza nelle dichiarazioni.
I due dirigenti provinciali del Partito Democratico continueranno a sostenere una politica fondata sulla netta distinzione tra responsabilità giudiziaria e responsabilità politica, sulla tutela dell’interesse pubblico e dei diritti delle lavoratrici, e sulla credibilità delle istituzioni, che non possono essere subordinate a logiche di schieramento.
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