Giuseppe Bisantis: la voce calabrese dello sport

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Giuseppe Bisantis
  21 luglio 2019 09:39

di GIOVANNI MERLO

Chi non ricorda la voce roca di Sandro Ciotti o gli acuti perentori di Enrico Ameri in collegamento dagli stadi della Serie A. Sono pezzi indelebili di un'Italia cresciuta senza social e pay tv, quando l'unico modo per seguire le partite di calcio era incollarsi alla radiolina. Tuttavia oggi, nonostante le mille dirette tv e web delle gare di campionato, quel programma alla radio così popolare, “Tutto il calcio minuto per minuto”, splende ancora come un tempo. Da anni ne fa parte Giuseppe Bisantis, giornalista calabrese nato a Catanzaro, voce del calcio nazionale e internazionale ma anche dello sport tricolore nel mondo. Dal '98 in Rai, alla redazione di Venezia, viene impiegato fin da subito come inviato nei campi della Serie A e come radiocronista in quelli della Serie B.

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In seguito a partire dal 2005 commenta sempre più spesso le partite della massima serie, diventando in breve tempo una delle principali voci sia per il campionato che per le coppe europee. Dall'agosto 2008 succede al collega Livio Forma come voce ufficiale della Nazionale di calcio dell'Italia Under-21. È stato presente anche ai Mondiali di calcio di Germania nel 2006, Sudafrica 2010 e Brasile 2014, oltre che ai Campionati europei in Austria e Svizzera nel 2008, in Polonia e Ucraina nel 2012 ed in Francia nel 2016. Bisantis ha al suo attivo anche tre edizioni dei Giochi Olimpici; in particolare a partire da Londra 2012 diviene la voce ufficiale della scherma succedendo al collega Andrea Coco.

“Per l'appunto mi trovo a Budapest per raccontare i Mondiali di Scherma...”, ci segnala Giuseppe Bisantis dal suo smartphone. “Diciamo che la mia prossima stagione è già cominciata. Uno sport che ho iniziato a commentare dalle Olimpiadi di Londra 2012 e che seguo per i grandi eventi quasi sempre al di fuori del calendario calcistico. Ma le mie vacanze rigorosamente calabresi riprenderanno subito dopo e dureranno fino all'inizio del campionato. Credo che sarà una stagione particolare come tutte quelle che terminano con l'anno bisestile. Europei di calcio e Olimpiadi ci aspettano, con la curiosità del primo Europeo itinerante e poi appunto i Giochi di Tokyo, appuntamento planetario”.

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Ma prima c'è il campionato. Inevitabile un pronostico... “Bisogna aspettare la fine del calcio mercato – ci dice - anche se i grossi colpi sono quelli già fatti e quelli annunciati. E' facile dire che sarà un altro anno a tinte bianconere ma quel rimescolarsi di panchine potrebbe portare a qualche sorpresa. Sulla carta la Juventus resta la più forte ma bisognerà vedere come assorbirà l'effetto Sarri soprattutto sull'ambiente. La scelta di lasciare un usato sicuro e vincente potrebbe essere un azzardo ma anche il salto di qualità definitivo. Dietro l'Inter di Conte ed il Napoli di Ancelotti. Le altre le vedo un gradino sotto. Mi piacerebbe che i casi-Atalanta si moltiplicassero. E' il bello del calcio”. E qua il pensiero scivola sull'amatissimo Catanzaro. “Quanto vorrei che per le aquile questo fosse l'anno buono!”, afferma senza indugi. “La sofferenza e la delusione sono entrate letteralmente nel nostro Dna. Anche qui il parere è affrettato perché c'e' ancora più di un mese di mercato da seguire. La concorrenza è aumentata ancora e ci sono squadre con organici di B". 

"Confesso che le prime mosse non mi hanno convinto del tutto ma resto fiducioso che i partenti saranno sostituiti con elementi all'altezza. Bisogna partire bene, imporre il proprio gioco, non speculare e non appellarsi a fattori esterni se le cose andassero male. Ecco, bisogna evitare assolutamente di ripetere tutto quello fatto nel play off perso contro (ahinoi) la Feralpi Salò”.

 

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